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La Cassazione sui contributi del part time ciclico

Con l'ordinanza del 10 aprile è stata fatta chiarezza su una questione contributiva che interessa anche gli operai della Piaggio

PONTEDERA — Nel contratto di part time verticale ciclico, ai fini del riconoscimento contributivo per la maturazione del diritto alla pensione, fanno fede anche i periodi di tempo in cui il lavoratore non ha operato. Lo precisa la Corte di Cassazione con l'ordinanza 8772 del 10 aprile 2018.

La Corte si è trovata alle prese con un ricorso proposto dall'Inps contro un ex dipendente Alitalia, inerente i contributi versati dall'azienda durante il suo contratto part time verticale. Un tipo di contratto ampiamente utilizzato in molte aziende, Piaggio compresa. Secondo l'Istituto, in base all'articolo 7 della legge 638/1983, le modalità di calcolo dell'anzianità contributiva, ai fini pensionistici, non potevano che riferirsi ai periodi in cui ci fosse stato effettivo svolgimento dell'attività lavorativa, con corresponsione della retribuzione e della contribuzione previdenziale, senza possibilità di spalmare su tutto l'anno e quindi anche sui periodi non lavorati i contributi versati per i periodi lavorati.

A tal proposito la Corte ha precisato che in tema di efficacia a fini pensionistici dei periodi non lavorati in caso di part time, il diritto dei lavoratori, in part time verticale ciclico, all'inclusione anche dei periodi non lavorati nell'anzianità contributiva, incidendo la contribuzione ridotta sulla misura della pensione e non sulla durata del rapporto di lavoro. I Supremi giudici hanno così rigettato l'appello proposto dall'Inps.

"Finalmente, ci viene da dire - è stato il commento del sindacato Usb - , anche la Cassazione ha deliberato quello che andiamo ormai da tempo affermando e rivendicando, cioè il diritto ad aver riconosciute le 52 settimane annuali di contributi, indipendentemente, nel caso del part time ciclico verticale dal periodo effettivamente lavorato, rendendo così possibile ai fini del diritto un potenziale anticipo nel raggiungimento dell’anzianità contributiva prevista. Non possiamo comunque anche dopo questo pronunciamento importante stare ad aspettare, occorre proseguire e accelerare nei ricorsi intrapresi finché la norma non verrà estesa erga omnes”.

"La sentenza - concludono dal sindacato di base - se pur importante non è certo la panacea per tutti i problemi dei part time ciclici verticali, rimane aperta tutta la partita relativa al diritto al reddito nel periodo di sospensione, una partita grossa ed importante che dovremo affrontare con la mobilitazione ed il confronto a tutto campo con tutti coloro che ci vorranno stare e si vorranno misurare, per modificare le storture legislative in materia di accesso agli ammortizzatori sociali".

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