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Enrico Piaggio tra fantasia e realtà

La fiction sugli anni del dopoguerra che lanciarono la Vespa va per un binario tutto suo tra verità e immaginazioni. Ma il risultato è apprezzabile

PONTEDERA — Evviva le fiction che dagli schermi dichiarano e mostrano apertamente la loro visione fantastica nella quale 'ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è casuale' , come hanno scritto a fine spettacolo gli autori di 'Enrico Piaggio. Un sogno italiano'. La seconda fiction sulla Piaggio dopo il film-fiction del pontederese Tommaso Cavallini, 'La marea silenziosa'.

Di fronte alle fiction la storia deve infatti arrendersi e inchinarsi a scene come quella dei fascisti e tedeschi stanziati a Pontedera che vogliono portare in Germania gli operai della Piaggio bombardata e infine sparano a Enrico Piaggio intervenuto per bloccare l'operazione. (Fra parentesi, Piaggio fu davvero ferito dal colpo di pisola di un gerarca fiorentino che gli rovinò un rene, ma successe all'hotel Excelsior dove il 'padrone', a cena con una bella signora, non volle alzarsi in piedi, soprattutto perché non voleva mai ordini, alla lettura del discorso alla radio del generale Graziani).

I pontaderesi di sette generazioni, come si suol dire, non hanno gradito che la Piaggio bombardata, portata a Biella (nella fiction non se ne parla) e poi risorta sia stata ricostruita in studi romani, per la verità anche bene perché il 'cancellone' di ingresso col corridoio centrale somiglia molto a quello che ha fatto la storia di Pontedera, e che non si veda né il Duomo né il Palazzo Pretorio né Palazzo Stefanelli e così via. Ovvero niente di niente della città della Piaggio mentre piazza dei Miracoli e la villa e il vialone di Varramista hanno avuto ottime, va detto, quanto luminose scene.

La fiction, torniamo a 'lei', mostra Enrico Piaggio che fa all'amore con... l'amante che poi lascia per sposare la vedova donna Paola e prendere come figlia carissima la sua figlia Antonella, futura prima moglie di Umberto. La storia con donna Paola è vera mentre il bancario cattivo che insieme a un funzionario statale vuole togliere la fabbrica a Enrico alleandosi con l'amante lasciata è probabilmente tutta finzione. Fantasia dall'inizio alla fine, come la storia della giovane impiegata e del simpatico 'giornalistino' americano che si incontrano, litigano e poi si amano collaborando entrambi a convincere il regista americano di 'Vacanze Romane' a far girare in Vespa per le strade della capitale Gregory Peck e Audrey Hepburn. Facendo una grossa pubblicità per lo scooter che si avvia a essere il più famoso del mondo.

Per la parte politica ci sono scene di contrasto fra i comunisti-sindacalisti-amministrazione comunale di Pontedera e il dottor Piaggio (laurea ad Honorem che fece arrabbiare proprio i comunisti) con scene della fabbrica occupata e l'arrivo del dottor Piaggio che finisce tra gli applausi. Fantasia.

E' fiction, signori. E questa fiction, diciamocelo fra noi, un po' di propaganda l'ha fatta a Pontedera.

Mario Mannucci
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