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Sabatini, 66 anni e un giallo

La corsa ha avuto grandi protagonisti e vincitori ma una volta i paesani inseguirono e minacciarono il fresco campione del mondo che si era ritirato

PECCIOLI — C'è anche un giallo, o se volete una baruffa, nella grande storia della Coppa Sabatini, orgoglio sportivo e popolare di Peccioli che giovedì prossimo festeggerà anche il diretta Tv mondiale i 67 anni di vita con un'edizione arricchita anche dalla nazionale italiana e con i grandi nomi, molti dei quali 'reduci' dal Giro della Toscana ora 'in mano' a Pontedera. 

Nel 1968, edizione poi vinta da Franco Bitossi, successe che il fresco campione del mondo Vittorio Adorni, ingaggiato con la sua squadra della Salvarani, partì tra gli applausi ma dopo due giri del circuito si ritirò con tutta la squadra fermandosi prima della seconda scalata del Peccioli. La notizia arrivò subito in paese e sollevò proteste incarnate sopratutto da un gruppetto di tifosi-organizzatori che salirono in macchina per inseguire bloccare Adorni intercettato nel piano dell'Era. Ne nacque una baruffa risolta con la fuga, in macchina e non in bicicletta come tutti avevano sperato visto la maglia iridata di Adorni, che per fortuna finì senza feriti.
A Peccioli qualcuno si ricorda ancora dell'episodio e lo racconta con fiero carattere paesano, un paese che agli inizi ospitava i corridori nelle famiglie per evitare i costi dell'albergo. Da allora è ovviamente passata tanta acqua sotto il ponte di Peccioli ma altrettanto ne dovrà ancora passare perché i 6 tornanti per salire in paese e sfrecciare per primi sotto il traguardo di via Mazzini sono molto difficoltosi. Non tanto per la lunghezza e la salita, certo non il Mortirolo, quanto per la tattica da usare per vincere.
Non si possono elencare tutti i vincitori - ma l'albo d'oro è a disposizione - tuttavia non si può tacere i due successi iniziali di Primo Volpi, le due vittorie di Franco Bitossi, di Giovanni Visconti e altri, i successi di Battaglin, Moser Saronni, Bartonchelli, Argentin, Bugno - che è stato ospite alla presentazione di questa edizione - Ulissi e così via. Spesso, come stavolta, la Sabatini è stata una premondiale, come sarà anche la prossima con David Cassani alla guida degli azzurri e col ricordo di quando vinse lui, nel 1995.
Per chiudere ci sia concesso un ricordo personale che va al di là delle tante volte in cui il sottoscritto ha seguito la Sabatini come giornalista. 

Il ricordo è quello del babbo che il pomeriggio della Sabatini chiudeva il negozietto, una torrefazione di caffè, per mettersi seduto su un argine e veder passare la Sabatini il più della volte possibile. All'inizio con accanto il suo unico figliolo.

Mario Mannucci
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