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Finalmente va in scena il film "La trattativa"

Fotoservizio di Marcella Bitozzi

Tanta gente alla proiezione della discussa pellicola di Sabina Guzzanti, alla Festa Rossa di Perignano. E alla fine il dibattito col pubblico

CASCIANA TERME LARI — C'era attesa per quello che sarebbe stato l'evento clou della Festa Rossa di Perignano.

Ed era tanta la gente, in sala, per seguire l'ultima fatica cinematografica di Sabina Guzzanti, attrice, comica, regista e scrittrice romana. 

S'intitola “La trattativa”. Il film, che ha partecipato, fuori concorso, al festival di Venezia, è una cronologica ricostruzione di testimonianze e interviste, fatti ed episodi succedutisi dal 1980 ad oggi.

"E messi in fila e raccontanti con rigore”, ha precisato la stessa Guzzanti nel suo intervento.

Racconti incredibili, fatti e confessioni di politici e mafiosi da far venire la pelle d’oca, ma per i quali, ci dice ancora la Guzzanti, “nessuno ha sporto neanche una minima denuncia”, a dimostrazione che sono incontestabili.

Sabina Guzzanti ha raccontato delle resistenze e delle decine di porte che le si sono chiuse per impedire che il film cominciasse a circolare e, a oggi, la pellicola che è stata ritirata solo dopo pochissime proiezioni, può essere proiettata solamente in sale private.

Nel film viene dato particolare risalto alle elezioni del 1994, anno di ascesa al potere politico di Berlusconi, e anno a cui si attribuisce “la trattativa Stato/mafia”.

"E’ proprio in quell’occasione – ha spiegato la regista romana – che l’Italia ha vanificato la possibilità di “una vera svolta democratica. Prima c’era una netta divisione tra mafiosi e non mafiosi, invece oggi regna un consueto modo di fare di tipo mafioso esercitato da chi detiene il potere in qualunque campo ci si trovi a operare, lavoro, scuola ecc. che genera stupore e sfiducia"

Rispondendo a una domanda di uno spettatore, la regista ha aggiunto dice che "ogni parola del film è una assoluta verità impossibile da smentire, per questo non ha mai ricevuto minacce e non teme ritorsioni".

Una frase da caserma – pronunciata dalla Guzzanti – ha sicuramente messo il dito sulla piaga: “E’ sbagliato aspettare che qualcuno faccia ciò che ognuno di noi ci aspettiamo; non è necessario il macete, basta e avanza che ci facciamo forza per chiedere i nostri diritti, e sono sicura che prima o poi questo accadrà, tutti noi ne abbiamo pieni i c….. e qualcosa ci inventeremo”.

Una breve ripresa e delle foto sono state scattate al pubblico in sala per essere inserite, dalla stessa attrice e regista, sulla pagina fb del film.

Marcella Bitozzi
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