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"Mettere in sicurezza l'ex discarica, e chiuderla"

Il sindaco Bini: "Non sono il proprietario del terreno ma il portavoce di 4700 cittadini. Sono disposto ad andare davanti ai cancelli della Grillaia"

TERRICCIOLA — Il sindaco Mirko Bini è intervenuto per chiedere, nuovamente, la chiusura definitiva della discarica ex Grillaia, in cui non si conferisce più dal 1998, ma che ha bisogno di una messa in sicurezza e di un atto di chiusura definitiva.

Bini ha ripercorso i vari passaggi della vicenda: "In questi giorni si sta concludendo il percorso tecnico riguardante il progetto presentato dalla Società titolare della Grillaia di Chianni. La Discarica (ex) Grillaia, situata nel Comune di Chianni. Sito, di proprietà privata, che fino al 1998 ha accolto anche fanghi conciari e che ad oggi necessità di una messa in sicurezza e chiusura definitiva"

"Nel 1998 fu cessata l’attività, ad oggi risulta un sito che non riceve conferimenti ma che ancora non è nella fase di chiusuraNonostante un confronto che va avanti dal 2007 e dopo la sottoscrizione di un protocollo d'intesa da parte dei tre Comuni, Chianni, Terricciola e Lajatico (come Comuni confinanti), con cui si chiede fortemente una messa in sicurezza e chiusura definitiva, ad oggi non si è ancora giunti ad una soluzione che trovi d'accordo le parti e la divergenza nasce sul come chiuderla"

"Da una parte il progetto che prevede un Permesso a Costruire e quindi una sostanziale riapertura di conferimenti e attività attraverso l'apporto di lastre di cemento – amianto (eternit) fino al raggiungimento delle quote necessarie per una conformazione a norma di legge e quindi avere un ricavato che permetta di pagare le spese ma trarre anche dei benefici economici e dall'altra la nostra posizione"

Solo in un caso sono disposto ad aprire un tavolo - ha chiarito Bini - quello in cui si possa ripartire dal protocollo rifiuti zero ovvero valutare la fattibilità e studiare metodi economici meno invasivi o avveniristici e mettere al centro i cittadini e non il business plan dell’azienda. Sono disponibile ad aprire un tavolo di concertazione condiviso tra tutti gli attori ma solo a queste condizioni”.

“Terricciola - ha aggiunto il sindaco - ha già dato molto in ogni senso e non può ancora una volta sobbarcarsi i costi sociali, economici e politici di soggetti privati. Ricordo che negli anni 90, il sito ha creato scontri e proteste sociali, per cui non accetteremo mai progetti in cui si parla di permessi di costruire dando di nuovo il via alla riapertura del sito”. 

Occorre metterlo a chiusura definitiva. Non sono io che devo proporre la soluzione (anche se un’idea l’avrei), e nemmeno sono il proprietario del terreno dove il sito è ubicato, ma sono il portavoce di 4700 abitanti che in primis hanno visto nel tempo i danni economici e sociali, non saremo silenti laddove non si voglia concordare una strada alternativa al conferimento di materiali quali i rifiuti speciali. Terricciola è un borgo agricolo che vive sull’agricoltura ed è questa che voglio valorizzare rendendo sempre più qualificati i prodotti ricavati. La mia proposta politica è questa, per cui mai accetterò una soluzione di smaltimento inquinante, a costo di mettermi la fascia ed andare davanti i cancelli del sito” ha concluso Bini.

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