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Pons ad Eram, ricchezza da rilanciare

Il vicesindaco Puccinelli ha annunciato programmi per valorizzare la storia della città che in pochi conoscono ma che è importante.

PONTEDERA — Ha ragione il nuovo vicesindaco Alessandro Puccinelli a sottolineare nel suo intervento programmatico a Palazzo Stefanelli che la storia di Pontedera, nata come Pons ad Heram, può e deve rappresentare anche un volano per il presente e per il futuro. Ovviamente insieme a molti altri e più moderni fattori di crescita come l'attrattiva commerciale, gli eventi, i grandi servizi scolastici e sanitari, la Vespa e la Piaggio col suo museo cittadino, i robot e il mercato del venerdì, il teatro, che ne fanno, piaccia o no, il capoluogo della Valdera allargata e il riferimento per ben oltre centomila persone. 

Per cui è necessario ripartire dagli incontri e dalle visite guidate in città che una decina d 'anni or sono ebbero un ottimo successo, dal battello fluviale che racconta la storia dell'Arno - la nuova amministrazione assicura che l'anno prossimo tornerà a navigare con varie novità - e da altro. Partendo magari dalla sala consiliare dell'ottocentesco Palazzo Stefanelli dove due grandi pitture sulle pareti e una al soffitto raccontano 'cose' importanti.
Quando si chiamava Pons ad Heram c'erano anche le mura lunghe più di un chilometro e dotate di 17 torri, mura e torri abbattute più volte dopo guerre e definitivamente dal governo fiorentino perché a Pons ad Heram si era rifugiato l'esercito anti mediceo di Piero Strozzi, al cui nome si deve anche la torre civica attigua al palazzo pretorio. Il palazzo più antico della città insieme alla chiesa vecchia ora Santuario del Crocifisso. 

Molto c'è da raccontare sulla Pontedera antica, a esempio che la chiesa della Misericordia è sorretta da palafitte, come a Venezia, perché costruita sul fosso che proteggeva le mura e che fu riempito proprio dalle pietre verrucane (cava del monte Verruca, Caprona) delle mura abbattute. 

Su un palazzo privato di via Fiorentina c'è da decenni una grande scritta che dice "Pontedera 14 metri sul livello del mare". Forse un record di, per così dire, 'pianurità', pur se bilanciata dai borghi collinari di Montecastello e Treggiaia dove la storia parla con 'parole' evidenti. Parole scritte, invece, quelle del grande storico fiorentino Giovanni Villani che definì Pons ad Heram come "Il più grande castello di pianura che vi fusse in Italia", dove per castello si intende una città pianeggiante protetta da mura.
E si potrebbe andare avanti a lungo, a esempio ricordando che risepolti sotto la terra a cento metri dall'Arno nella zona dei ponti alla navetta cì sono attrezzature del periodo romano per la fermentazione del vino e un cimitero longobardo con tombe di bambini, adulti e soprattutto del capo villaggio con la sua spada, ritrovamento presentato anni fa al convegno europeo di Trento sulla civiltà longobarda. 

Ma conviene fermarci qui e aspettare che la storia di Pontedera torni davvero ad essere valorizzata come merita.

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