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​Nacque 98 anni fa la prima giunta rossa

Salvo il periodo fascista, i socialcomunisti e i loro eredi evoluti hanno sempre guidato Palazzo Stefanelli.

PONTEDERA — "Vogliamo fare come già è stato fatto a Cascina e Pisa - ha detto Matteo Arcenni giovane ma da dieci anni e più leader della destra a Pontedera e Valdera - ovvero togliere il comune alla sinistra che lo tiene da 73 anni". Vedremo se il centrodestra riuscirà in questo obiettivo mentre non è del tutto vero che la sinistra - oggi centrosinistra dopo la fusione nel Pd di ex comunisti ed ex democristiani - guidi Pontedera, e ancora molti comuni toscani anche se ormai con crescenti ribaltoni, 'soltanto' da 73 anni. 

Anche prima del fascismo - che rappresenterà per 23 anni una interruzione della democrazia come oggi la intendiamo - la sinistra conquistò infatti Palazzo Stefanelli guidandolo per due anni, dal '20 al '22 quando i fascisti conquistarono la città non ancora della Vespa 'manu militari'. Ovvero con una spedizione militare fatto soprattutto di santacrocesi e fiorentini.

Il primo sindaco socialista fu Ferdinando Cagliagli e il secondo Narsete Citi, ma col termine socialista non si coglie del tutto il significato di quella nuova e rivoluzionaria esperienza politica perché il partito era nettamente diviso fra chi voleva il comunismo di stile sovietico, insomma era per una rivoluzione anche in Italia, e chi era invece per una evoluzione democratico-progressista. Basti dire che l'ala comunista non voleva partecipare alle amministrazioni democratiche locali e che nel 19-21, il famoso biennio rosso, scorse molta violenza e molto sangue tra rossi e neri. Una prima guerra civile italiana, se vogliamo seconda dopo guerra fra il neonato stato italiano e le bande che volevano il sud ancora borbonico. 

Dopo la guerra nacque l'Italia democratico repubblicana e da allora la sinistra iniziò a governare Pontedera con l'alleanza fra socialisti e comunisti che insieme ottenevano più voti della Democrazia Cristiana che pure fu per due elezioni comunali il primo partito. Poi il Pci comincia a cambiar nome e anima e il Psi quasi sparisce, come la Dc, a causa di Tangentopoli, mentre cinque anni fa per la prima volta non ci fu più un rappresentate comunista a Palazzo Stefanelli. Fin qui il passato, mentre il futuro - le elezioni del maggio prossimo alle quali saranno presenti diverse liste civiche più o meno civiche su entrambi, i fronti - è tutto da scoprire.

Mario Mannucci
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