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"Grazie Peccioli" sul prossimo disco di Fiorella Mannoia

L'artista romana porta oltre 3mila persone alle 11 Lune, che diventano il cartellone di punta dell'estate della Valdera

PECCIOLI — Se gli spettatori non fossero stati oltre tremila sarebbe stato ugualmente un successo per il livello dello spettacolo e la location. Per il concerto di Fiorella Mannoia a teatro Fonte Mazzola, l'arena del cartellone delle 11 Lune è stata baciata da un'incredibile luna piena che ha contribuito a rendere unica la serata. I numeri però non ammettono aggettivi, oltre 3mila persone arrivate da tutta la Toscana che hanno affollato il teatro all'aperto di Peccioli, trasformano il concerto della Mannoia nell'evento di maggior rilievo dell'estate della Valdera e forse della provincia di Pisa. Un risultato che candida le 11 Lune pecciolesi a diventare per la prossima stagione e forse già in questa il cartellone di punta di tutta la provincia.

Un pubblico entusiasta, in prima fila c'era anche tutta la giunta e il sindaco Renzo Macelloni, che la Mannoia ha voluto omaggiare in modo particolare tra le canzoni di un vastissimo repertorio che ha spaziato anche tra i successi degli amici e colleghi cantautori: Dalla, Zero, Negrita e altri ancora. Ma l'entusiasmo, quello incontenibile, il pubblico lo ha mostrato nel suo di repertorio, quello che comprende Sally, Quello che le donne non dicono, Il cielo d'Irlanda. Lo stesso entusiasmo scoppiato quando Fiorella Mannoia, chiudendo il concerto, torna sul palco e annuncia: “Aiutatemi con un coro che andrà sul prossimo disco. Su quel disco ci sarà scritto 'grazie Peccioli', perché ora registriamo”.

Alla fine quando le luci si spengono quello che rimane è la sensazione che la Mannoia, a Fonte Mazzola sia riuscita a creare quella sottile magia che non sempre si avverte tra pubblico e artista. È salita sul palco cantando "Qualche volta sogno". E gli oltre 3mila spettatori del teatro Fonte Mazzola, li ha fatti sognare davvero, Fiorella Mannoia.

"Grazie per questo posto incantevole, grazie per questo invito", ha detto aprendo la sua esibizione. Dopo I treni a vapore, quasi due ore di spettacolo, che al concerto hanno unito impegno, riflessione e allegria di una persona che "non ha paura". Che sul palco delle 11 Lune di Peccioli ha mostrato l'artista e la donna. Quella che ha già compiuto i 60 anni di età e 40 di carriera e che sul palco ha cantato e ballato come ne avesse 30 di anni. Che non ha avuto figli, ma che canta le raccomandazioni di una mamma che vede la figlia partire e ricorda, sono le stesse che fa una mamma italiana alla ragazza che va a studiare all'estero e una mamma africana al figlio che sogna l'Europa e parte su una bagnarola.

Che invita le donne alla forza e canta la libertà di chi sta in una storia solo per amore ed è capace e fiera di stare da sola. Che ricorda i suoi neppure 30 anni, quando cantava Caffè nero bollente, riproposta ieri sera come anteprima dell'antologia in preparazione e che uscirà proprio in occasione dei suoi 60 anni. "Questa canzone è dell'81 - ha ricordato -. Quante cose sono successe in questi 33 anni. Israele e Palestina si fanno ancora la guerra e la guerra c'è ancora in tante parti del mondo. Lì ci sono Gino Strada e i suoi medici, qui, stasera, ci sono i banchetti di Emergency, aiutiamoli".

Poi, ha aggiunto, "Pensavamo di cambiare il mondo e non ci siamo riusciti" e invita tutti, compresa se stessa, a essere persone migliori, per cambiarlo un po' alla volta, questo mondo e dimostrando, una volta in più, che Mannoia è una donna che non si arrende. Della sua grinta parlano il chiodo nero e lo stile rock, del suo attaccamento al passato, alla storia, alle tradizioni, dicono i capelli sempre rossi e raccolti come da anni. A raccontare una ribellione che ha cambiato forma, che non è uscire dalle regole, ma starci dentro per provare a cambiarle.

A partire dall'accoglienza e dall'ascolto dell'altro. Lo ricorda quando canta un brano di Sud, il disco che è stata una tournée chiusa da poco. “Per la prima volta – ricorda – non sono stata solo un'interprete ma anche un'autrice. Ho ascoltato le storie del nostro sud e del sud del mondo e non ho potuto fare a meno di scrivere. I musicisti africani e le persone che ho incontrato mi hanno ispirata”.

“A ottobre sarò a Lampedusa – ha aggiunto -. Non ce la possono fare da soli a fronteggiare l'esodo, che non si arresterà finché non si fa qualcosa lì”.

"Guarda la luna", le grida il pubblico indicando una delle istallazioni artistiche Presenze, che abbracciano da una parte all'altra il teatro Fonte Mazzola. “È bellissima, proprio bella” dice l'artista. Nonostante la serata fresca e il cielo un po' coperto, la luna non poteva mancare al festival di Peccioli che si candida a essere estate della Valdera e che con il concerto di ieri ha messo a segno un bel colpo in questa direzione.

E che continua: martedì 15 luglio Giulio Casale presenta Da Gaber al futuro. Venerdì 18 luglio Franco Castellanosi cimenta in Sconvolgimi di giallo. Lunedì 21 luglio Giorgio Albertazzi in Il Mercante di Venezia di Shakespeare, mercoledì 23 luglio sarà la volta di Antonella Ruggiero e Maurizio Camardi in Universi Diversi. Giovedì 24 luglio Società filarmonica di Peccioli esegue Symphonic Pop Concert. Domenica 27 luglio la Compagnia Peccioliteatro mette in scena Il malato immaginario di Molière. A seguire FestaAlchiarDiLuna. 


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