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Montefoscoli: dopo il degrado, l'indifferenza

I promotori della raccolta firme lamentano la non considerazione da parte della proprietà Fattoria Fondi Rustici. La replica del sindaco Gherardini

PALAIA — "Una raccolta firme depositata lo scorso 23 marzo non ha ancora destato la proprietà della Fattoria Fondi Rustici ad informare i sottoscrittori, ma più in generale tutta la cittadinanza locale, su quello che sarà il destino di questo grande complesso, ridotto ad una grande scatola vuota che nonostante la buona architettura che l'ha tenuta finora in piedi, non riesce più a resistere da sola contro la forza del degrado e dell'indifferenza". Così si esprimono alcuni dei promotori della raccolta firme, lamentandosi dei due mesi di silenzio da parte dei soggetti interessati nel caso dei casolari dell'ex Fattoria Gaslini di Montefoscoli.

Ai primi di maggio era arrivata forse la prima vera operazione dopo anni di tentativi, che andrebbe verso la cessione da parte della Provincia di Pisa delle quote della società agricola Fondi Rustici Montefoscoli. Il 6 maggio era infatti uscito un decreto presidenziale a firma del presidente della Provincia Marco Filippeschi nel quale si parlerebbe di una cessione del cento per cento delle azioni di proprietà dell'ente (socio di maggioranza insieme al Comune di Palaia) alla società fondOagri di Roma.

Operazione tuttora in trattativa, che però lascia ancora nel malumore i cittadini promotori della raccolta firme. "Energie mentali ed economiche guidate dalla sola ed unica idea: vendere il prima possibile - scrivono in una nota stampa - tralasciando ogni necessità primaria come quella di avviare un progetto di risanamento programmato specialmente per quanto riguarda le coperture del centro aziendale. Una situazione grave che va trasformando fisicamente questo patrimonio, un tempo fiore all'occhiello della Valdera, in un vero e proprio cumulo di macerie, oltretutto pericoloso per l'incolumità pubblica".

"Appare evidente - concludono - che questa attesa ingiustificata e volutamente prolungata, nasconda oramai solo interessi personali dettati dalle imminenti votazioni regionali, perché aprire questo vaso di pandora, evidentemente, non fa certamente piacere a chi promosse a suo tempo questa acquisizione infausta e spregiudicata, compiuta con estrema leggerezza con i soldi pubblici di noi cittadini. Un bell'esempio ingrato di chi dovrebbe invece gestire e amministrare la cosa pubblica con alto senso civico ma soprattutto, con grande senso di responsabilità".

Ma il sindaco di Palaia Marco Gherardini è pronto a rilanciare sui social network: "Dopo aver ricevuto la raccolta firme, l'amministrazione comunale ha incontrato alcuni rappresentanti dei sottoscrittori e intende convintamente promuovere un'iniziativa pubblica sul tema. Se la stessa non si è ancora fatta non è certo per motivi elettorali, ma perché, come è noto, in questi giorni si attendeva l'esito di un lungo percorso con dei proponenti acquirenti".

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