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Nuova vita per gli antichi lavatoi

Alcuni abitanti del piccolo borgo di Sant'Ermo hanno deciso di riportare in vita i lavatoi. Disegneranno vecchi percorsi e nuove passeggiate

CASCIANA TERME LARI — Sant’Ermo, un paese che tiene alle sue origini, ha deciso di riportare alla luce gli antichi lavatoi. L’idea nacque circa 5 o 6 anni fa ma allora non se ne fece di niente. Un mesetto fa, invece, alcuni cittadini hanno rispolverato il progetto, cominciando sul serio a darsi da fare per realizzarlo.

Si ritrovano ogni sabato mattina, nella piccola piazza del paese, e armati di guanti, stivali e attrezzi, e con tantissima lena, procedono nel sentiero impervio per liberarlo da arbusti e prunai. In loro aiuto sono arrivati due trattori, sempre di proprietà di volontari santermini che hanno potuto lavorare anche dove a piedi non sarebbe stato possibile, riuscendo ad aprire un varco e rendendo la strada percorribile almeno con un fuoristrada.

Sabato prossimo, 28 aprile, il gruppo che è giunto al suo terzo appuntamento, ha già messo in agenda la discussione di un piccolo progetto che riguarderà la costruzione della tettoia in travi e travicelli, dato che quella originale è andata ormai quasi completamente distrutta. Della tettoia, risalente alla fine dell’ottocento, si ha memoria che alcune tegole riportassero il nome della ditta Gazzarrini, quasi integri invece si sono conservati i lavatoi.

“Ci impegneremo – ha detto Monica Meini,  una dei volontari – per raccogliere i fondi necessari per l’acquisto del materiale, mentre sarà sempre compito di alcuni compaesani volontari, impegnarsi per la sua realizzazione”.

Quando i lavatoi saranno recuperati e visibili nella loro antica bellezza, i santermini hanno già pensato a come renderli fruibili: riscopriranno vecchi percorsi, organizzeranno passeggiate e si daranno da fare per farli ammirare anche a persone di fuori paese.

I lavatoi sono antichissimi. All’origine attingevano acqua da una polla, attiva ancora oggi, che fino agli anni Sessanta forniva di acqua potabile tutte le famiglie del paese. Poi subentrò il servizio pubblico e i lavatoi continuarono ad essere utilizzati ancora per qualche anno, fino a quando l’acqua non arrivò in tutte le case.

Per lavare, una cisterna in pietra si riempiva naturalmente dallo sgorgare dell’acqua, e sotto due vasche, una più grande e una più piccola, consentivano alle lavandaie di lavare e risciacquare i panni. L’acqua usata era incanalata e veniva dispersa. Sopra i lavatoi un campo esposto ai raggi del sole, dove si lasciavano ad asciugare gli indumenti puliti.

I lavatoi sono distanti dal paese almeno 500 metri, e le donne li percorrevano a piedi sia d’estate che d’inverno, con in testa enormi ceste. Quei tempi sono tramontati e le usanze completamente cambiate, ma per gli abitanti del piccolo paese conta riscoprire quel pezzo della loro storia e riportar in vita una memoria che rischiava di perdersi per sempre.

Marcella Bitozzi
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