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Simil Vespa cinesi, Piaggio vince in tribunale

La corte d'assise d'appello torinese ha in sostanza confermato il giudizio di primo grado: le fattezze dello scooter pontederese sono da tutelare

TORINO — La vicenda giudiziaria che da 6 anni vede la Piaggio contrapposta a due aziende cinesi, la Zhejang Zhongneng Industry Group e la Taizhou Zhongneng Import And Export, è arrivata oggi al secondo grado di giudizio. Ebbene, come in primo grado, i giudici torinesi hanno dato ragione all'azienda pontederese: le fattezze della Vespa, inconfondibili e riconoscibili dal 1945 ad oggi, sono una sorta di "marchio tridimensionale" e dunque non imitabile.

E' stata così rigettata per la seconda volta la tesi sostenuta dai legali delle due aziende cinesi, per i quali non sarebbe esistito diritto d'autore sulle linee estetiche della Vespa, riprodotte in modelli che la finanza sequestrò all'Eicma di Milano nel 2013.

Si tratta di una vittoria importante per Piaggio che da sempre combatte per tutelare il suo scooter, lo scooter più celebre al mondo. All'Eicma 2018, nel novembre scorso, per lo stesso motivo Piaggio ha fatto sequestrare alcuni modelli di scooter esposti da una concorrente tedesca. Segno che, vinta una battaglia, la guerra è ancora lunga.

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