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Presunto jihadista, la difesa chiede scarcerazione

Jalal El Hanaoui

L'avvocato del 25enne marocchino di Ponsacco arrestato a luglio ha fatto ricorso in Cassazione: "Contro di lui indizi insussistenti"

PONSACCO — Deve essere scarcerato per "l'erronea applicazione della legge penale e vizio di motivazione" perché nelle contestazioni a lui mosse non c'è "la contestazione del delitto o dei delitti a cui si riferirebbe la condotta di istigazione o di apologia asseritamente posta in essere dall'indagato". Queste le richieste avanzate ieri nel ricorso in Cassazione da parte di Tiziana Mannocci, avvocato difensore di Jalal El Hanaoui, il 25enne di origini marocchine ma da 17 anni residente a Ponsacco, che fu arrestato il 6 luglio scorso per istigazione alla jihad

Secondo il legale, infatti, gli indizi raccolti a carico del ragazzo che secondo l'accusa istigava alla jihad attraverso una serie di post sui social network, sono insussistenti come risulterebbe dalla "semplice analisi delle carte" in possesso dell'autorità giudiziaria.

Per la difesa del giovane non c'è alcuna istigazione o apologia alla jihad nella navigazione su internet del giovane marocchino, semmai vi è un interesse religioso per l'islam ma soprattutto, scrive Mannocci nel ricorso, "nessuno dei post o dei commenti presenti nelle carte processuali, né il messaggio complessivo inferibile dagli atti è tale da assumere valenza univoca o significato monodirezionale, così che la polivalenza dei concetti espressi non consente neppure a livello indiziario" di giungere alla conclusione che ne ha determinato l'arresto.

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