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​Valdera ancora in ordine sparso

Stavolta a dividere è Toscana Energia con i suoi dividendi ai comuni. Ma uniti si poteva fare il trenino?

PONTEDERA — Pontedera da una parte, Ponsacco dall' altra. Palaia da una parte, Peccioli dall'altra.. E così via, Non è la prima volta che succede, vedi le unioni comunali fatte, rifatte e disfatte a cominciare da quella degli anni '80, mentre ora la divisione è sul gas. 

E se tutta la Valdera si fosse invece unita almeno su questo argomento traendone un beneficio complessivo che avrebbe consentito, capitalizzando un valore di quote di Toscana Energia stimabile in circa 10 milioni, un grande investimento in opere pubbliche.

Per dirne una, di realizzare la famosa tramvia di cui si parlava già nell' 800? Un sogno?.

L'Unione Valdera, per la verità, ha unito i suoi sette comuni rimasti dopo le diaspore (e l'accorpamento fra Casciana e Lari) nella decisione di uscire da Toscana Energia, la società che gestisce le reti di distribuzione del gas. Mentre la Toscana e la nostra Valdera si sono divise (vedi l'attento servizio del nostro René Pierotti del 26 luglio scorso) sul tema se restare nella società, dove la maggioranza delle quote passa da pubblica a privata, oppure uscirne. 

Divisioni ci sono state, anche se qualcuna (Capannoli) rientrata, pure nel Pd toscano e, ovviamente, fra i partiti di maggioranza, e le opposizioni.Uscendo dalla società, i comuni perdono i dividendi annuali: a Pontedera di soli 18 mila euro l'anno, come ha detto il sindaco Simone Millozzi nel dibattito in consiglio comunale, e a Ponsacco (che resta in Toscana Energia) di 160 mila euro, mentre Casciana Terme-Lari ha quote per 3 milioni che incasserà dall'uscita di fronte ai 30 mila euro di Pontedera. 

Dato che siamo in argomento, Pontedera rimedia però al suo modesto ruolo nel gas ricevendo significativi indennizzi dalle aziende dei rifiuti, di tutti i tipi e sia pubbliche che private, operanti a Gello. A cominciare da Ecofor e, nel settore privato, da Ecoacciai. Indennizzi per il disagio ambientale causato, nel caso di Ecoacciai che eroga circa 1 milione l'anno a Palazzo Stefanelli, per il disagio che crea all'ambiente con la sua attività di recupero del ferro.

Mario Mannucci
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