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Unioni Valdera, una o due? Forse meglio tre

Ancora si discute sull’ente sovracomunale; molto nei municipi e poco tra la gente. I territori di riferimento delle comunità sono cambiati e allora...

PONTEDERA — L’Unione dei comuni della Valdera è stata costituita a Pontedera il 30 ottobre 2008 dai comuni di Bientina, Buti, Calcinaia, Capannoli, Casciana Terme, Chianni, Crespina, Lajatico, Lari, Palaia, Peccioli, Ponsacco, Pontedera, S. Maria a Monte e Terricciola, L’Unione ha incorporato le attività del Consorzio Alta Valdera, del Consorzio Sviluppo Valdera e dell’Ufficio Comune della Valdera. Quindici comuni associati che negli anni tra fusioni, abbandoni e separazioni adesso sono rimasti sette con una struttura di circa 130 dipendenti di cui 40 lavorano nella sede di Via Brigate Partigiane a Pontedera; una sede di 1990 metri quadri in una parte del vecchio supermercato Coop che ha fatto molto discutere per i costi elevati di locazione e gestione.

In occasione del convegno organizzato dall’Unione Valdera a distanza di 10 anni dalla fondazione, ospitato lo scorso 29 ottobre alle Terme di Casciana, Giovanni Forte, Dirigente Area Affari generali dell´Unione, chiuse il suo intervento con una citazione di John Paul Kotter, professore della Harvard Business School e leader di pensiero nei settori del business, della leadership e del cambiamento

“Nell’ambito di un’azienda, non è possibile mettere in atto un profondo cambiamento senza che venga adeguatamente sviluppata e comunicata la visione che è alla base del cambiamento stesso”.

Ma qual’è il cambiamento che vogliono - se lo vogliono - i nostri amministratori locali ?

Il sindaco di Peccioli Renzo Macelloni che nel 2016 insieme a Terricciola, Chianni e Lajatico lasciò l’ Unione Valdera per costituirne un’altra - quella dell’Alta Valdera - ha presentato una bozza per avviare un progetto di nuova mobilità e viabilità, razionalizzazione del sistema scolastico, formazione giovanile e servizi sportivi, per l'intera Valdera.

I sette sindaci dell’unione hanno risposto si alle prospettive sovracomunali “ma anche con aree di oggettiva importanza strategica, quali i territori limitrofi della piana lucchese e della zona del cuoio.”

Quindi punto e a capo. Le visioni di sviluppo sono diverse. Le divisioni tra i sindaci restano, i riferimenti politici nazionali e locali non esistono più, la poca empatia tra alcuni primi cittadini pesa sempre più ed i vecchi campanilismi vengono ancora alimentati pur essendo ormai marginali in una comunità che in dieci anni è profondamente mutata. Sono cambiate le esigenze del presente per i vecchi e le prospettive del futuro per i giovani. Con la fusione tra Casciana Terme e Lari un nonno pensava di poter andare nel proprio nuovo comune da Collemontanino a Perignano con l’autobus del servizio pubblico in poco tempo ed invece o è disposto a viaggiare una mezza giornata oppure deve farsi accompagnare dal nipote. Ed il nipote se vuole crearsi un domani in una nuova professione deve prendere un treno o un aereo, con la paghetta del nonno, e farsi un esperienza fuori della Valdera.

Ed allora la Valdera deve ridistribuire ed ottimizzare le risorse economiche che produce da secoli con assetti amministrativi nuovi che superino vecchi concetti poderali e soddisfino realmente i bisogni delle comunità e aiutino i giovani a realizzare i propri sogni. La Valdera ha bisogno di stare unita dividendosi competenze ed offerte e di stare insieme per sviluppare idee e realizzare progetti. L’Unione Valdera da sola non può farcela e l’Alta Valdera pure. Perchè quindi non valutare tre soggetti sovracomunali o meglio ancora magari tre supercomuni con numeri importanti per investire e far sentire la propria voce in Italia e nel mondo. Media, Alta e Bassa Valdera hanno già nei propri territori eccellenze uniche che devono essere valorizzate e non disperse in discussioni politiche ed accademiche.

La tabella qui sotto è semplicemente una fotografia asettica, compilata con numeri freddi da leggere senza scaldarsi nel veder messi insieme comuni che di fatto sono divisi solo nello sport. Vuole essere solo un contributo allo sviluppo del pensiero laterale di nostri amministratori.

Livio Gabbrielli

© Riproduzione riservata

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