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"Strada di Patto, tre punti su cui fare chiarezza"

Dopo la perizia del tribunale l'intervento della lista civica: "Sonetti dovrebbe scusarsi. Perché la direzione dei lavori non ha notato anomalie?"

PONTEDERA — La Lista civica indipendente di Pontedera ha commentato la perizia presentata dal tribunale di Pisa e illustrata alla stampa dal sindaco Simone Millozzi e dall'assessore alle opere pubbliche Matteo Franconi.

"La penosa vicenda della strada di Patto - hanno detto gli esponenti di minoranza - sta finalmente arrivando a parziali elementi di verità . Ma riteniamo insufficiente e parziale quanto fino ad ora emerso".

In un estratto della perizia si legge: "Sulla base delle verifiche eseguite, è stata riscontrata l'esistenza dei vizi e difetti lamentati dal Comune; il dissesto della pavimentazione è stato precoce rispetto sia alle previsioni progettuali che a quanto previsto nelle varianti migliorative proposte dalle Imprese. La natura dei vizi è riconducibile a quella dei difetti di costruzione".

Secondo la Lci va fatta chiarezza "su tre punti fondamentali. Il primo: ci fa piacere vedere che maggioranza e opposizioni concordano nel definire scandalosa la vicenda. Ma quando, per primi, denunciammo il vergognoso uso di denaro pubblico per una strada che si sbriciolava prima ancora dell'inaugurazione, eravamo soli e fummo accusati di speculare sulla vicenda in maniera scorretta e disonesta. Ora i fatti danno ragione alla coraggiosa opera di denuncia del consigliere Alessandro Puccinelli".

Il secondo punto: "Non è possibile dimenticare cosa disse l'allora vicesindaco della prima giunta Millozzi, l'attuale segretario provinciale PD Massimiliano Sonetti: l'asfalto che si sbriciola è colpa del sale anti gelo! Alla luce di quanto emerso, non ritiene forse di scusarsi con la città?". 

"Quello che sta facendo la seconda giunta Millozzi - hanno sottolineato dalla Lci - per appurare la verità è corretto e opportuno, ma quanto tempo si è perso per colpa di certe posizioni che "coprivano " le ditte e i tecnici coinvolti? Come non cogliere la contraddizione tra l'operato di due giunte in piena continuità?".

Terzo punto: "Possibile che le ditte esecutrici abbiano potuto operare al risparmio creando un fondo stradale assolutamente inadatto, senza che la Direzione Lavori prima e il Collaudatore dopo si siano accorti di nulla? Opere pubbliche da milioni di euro possono essere realizzate senza un vero controllo sul l'operato degli appaltatori?".

"Questi tre punti - hanno concluso - sono e devono essere la base per ogni approfondimento e dibattito su quest'opera disastrosa, che ferisce e umilia una città. Ci aspettiamo che si vada fino in fondo, chiarendo ogni aspetto. Che almeno si ricavi da questa triste storia una lezione per un futuro uso più oculato dei soldi pubblici".

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