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Scontro con Millozzi, Toncelli rilancia

La candidata dopo la querelle sull'immobile confiscato alla mafia: "Mettere a tacere l'avversario minacciando querele è nel Dna di questa sinistra"

PONTEDERA — Fabiola Toncelli ha risposto al sindaco Simone Millozzi dopo che questi le aveva detto di esigere delle scuse in merito a un intervento video della stessa Toncelli, che metteva in discussione l'operato dell'amministrazione relativamente a un immobile confiscato alla mafia.

"Tentare di intimidire e mettere a tacere l'avversario politico minacciando querele è nel Dna di questa sinistra. Alle spalle di Fabiola Toncelli c'è un gruppo intero che lavora e che non arretrerà mai né di fronte a certe lusinghe né alle minacce. I fatti sono quelli citati: un immobile prima sequestrato e successivamente confiscato alla Ndrangheta è finito all'asta, piuttosto che essere utilizzato per finalità sociali come la legge consente e Avviso Pubblico prevede.

Il Sindaco pubblica i documenti dimostrando che al tempo ne aveva fatto regolarmente richiesta ma omette di pubblicare le risposte del diniego. Nel secondo documento si legge "nonostante il parere favorevole"... ecco appunto: come mai nonostante il parere favorevole l'immobile non è stato incamerato e quindi utilizzato dal comune? È evidente che qualcuno ha operato male, se non il comune, a livello superiore, non certo il Movimento 5 Stelle Pontedera.

Anziché minacciare querele alla sottoscritta, avrebbe fatto bene il sindaco ad attivarsi e alzare la voce con chi di dovere perché di fatto il Comune ha perso un'occasione per dare un po' di sollievo a chi di quell'immobile aveva bisogno, che non è certo colui che si è aggiudicato l'asta nel silenzio più totale delle istituzioni. Sappiano tutti che continuerò a denunciare con forza tutto ciò che riguarda i miei concittadini e la collettività; di contro mi aspetto risposte esaurienti, non minacce o querele. Del resto potrebbero fioccarne a volontà anche da parte nostra, per aggettivi ed epiteti con i quali siamo stati ripetutamente etichettati da parte della maggioranza. Un immobile della Ndrangheta c'era, a fini sociali non è stato utilizzato e all'asta è stato battuto senza che un euro entrasse nelle casse comunali.

Le chiacchiere stanno a zero, qui non siamo a Stalingrado e l'opposizione non è un servo muto; Pontedera è diventata la piazza principale dello spaccio, la sanità pubblica è gestita come Botteghe Oscure, non c'è un lavoro pubblico andato a buon fine, i piaggisti salgono sul tetto, non prendiamo un decimo dei soldi che l'Europa ci mette a disposizione perché nessuno è capace di interloquirci e lei si preoccupa di me che tento di fare chiarezza e informare i cittadini su un fatto del quale nessuno era a conoscenza. Ecco, piuttosto questo dovrebbe preoccuparla".

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