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Rivivrà presto lo storico palazzo Crastan-Pandolfi

Ha più di 100 anni e fra poche settimane aprirà il cantiere per trasformarlo in 5 appartamenti, uno studio a piano terra, parcheggio e servizi

PONTEDERA — Entro febbraio, e forse anche prima, aprirà il cantiere - già autorizzato dal Comune - per il restauro di palazzo Crastan-Pandolfi che chiude il Piazzone. Il palazzo indubbiamente più 'visto' di Pontedera anche perché non possono fare a meno di vederlo non soltanto i frequentatori della piazza più grande della città ma anche i tanti automobilisti in transito verso la sua facciata. Per non parlare delle folle davanti ai palchi montati proprio sotto l'edificio per le notti bianche e simili.

Da anni il palazzo è praticamente disabitato e già in un due occasioni era sul punto di essere acquistato, vista la volontà degli eredi Pandolfi di venderlo. La soluzione è invece e finalmente arrivata con l'acquisto dell'intero immobile da parte di 5 neo proprietari che vi realizzeranno altrettanti appartamenti e un ufficio professionale al piano terra. Mentre l'ampio guardino sul lato iniziale di via della Misericordia sarà trasformato in parcheggio alberato e spazi comunitari per i proprietari.

Già nell'Ottocento in quel punto c'era un edificio che poi, all'inizio del '900, venne acquistato e ampliato dalla famiglia Crastan, ormai avviatissima nella produzione e commercio dei surrogati di caffè. Ma i figli del fondatore Manlio si divisero poi in due rami abitativi con la costruzione da parte di Manlio (1923) dell'attigua e famosa Villa Crastan di via della Stazione Vecchia e confinante col Palazzo Morini considerato il più monumentale della città tanto che ha un vincolo primario della sovrintendenza. Negli anni '60 la Villa passò poi al Comune. Nel '44 il primo palazzo Crastan fu bombardato ma venne restaurato con qualche metro in meno di apertura verso il Piazzone per facilitare l'ingresso in via della Misericordia, mentre non furono ricostruiti il balconcino e i finestroni che si vedono nelle foto storiche.

L'attuale operazione di recupero vede come primo protagonista l'architetto Gian Lorenzo Bianchini che sta recuperando anche villa Martini, affacciata sulle vie San Faustino, Montanara e strade limitrofe, e che ha già progettato il recupero del maxi quanto degradato edificio di proprietà Leoncini sul lato ovest dell'abside del Duomo. Dove sul lato sud è prevista una piazza pubblica con un piccolo edificio sul lato est.

Mario Mannucci
© Riproduzione riservata

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