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Ragazzo travolto, istituzioni sotto accusa

Le federazioni dei trasportatori additano quelli che ritengono i responsabili del drammatico incidente e chiedono al prefetto l'avvio di un tavolo

PONTEDERA — “Le responsabilità di questo fatto increscioso e terribile, non sono da addebitarsi all’ignaro autista, che non poteva assolutamente far niente per evitare quanto accaduto, ma alle autorità competenti, all’illustrissimo prefetto di Pisa, al sindaco della Città di Pontedera e al presidente della Ctt Nord”.

I sindacati dei trasportatori non vanno per il sottile dopo il drammatico episodio che ha visto un giovane finire sotto alle ruote di un autobus mentre era in coda per salire davanti allo stadio Mannucci, e additano quelli che sono, a loro avviso, i principali responsabili dell'accaduto.

Le soluzioni avanzate nel comunicato sono quelle anticipate ieri da Giacomo Pagni. I sindacati chiedono inoltre al prefetto di costituire un tavolo di confronto per analizzare le criticità e trovare soluzioni. A scrivere sono le segreterie provinciali delle organizzazioni sindacali Filt-cgil, Fit-cisl e Faisa-cisal, unitamente alle proprie rappresentanze aziendali della Ctt Nord.

“Quanto da noi contestato e denunciato per la situazione di estremo pericolo che si manifestava quotidianamente al capolinea nei pressi dello stadio di Pontedera, è accaduto - scrivono in un comunicato. - Come ben saprete, all’uscita delle scuole un ragazzo di 14 anni è finito sotto le ruote di un autobus che a passo d’uomo si stava apprestando a far salire gli utenti. Noi più volte abbiamo chiesto con lettere e anche per le vie brevi, che si trovassero le soluzioni idonee affinché non si verificassero fatti come quello che purtroppo è accaduto”.

I sindacati denunciano poi quello che, a loro avviso, è un rimpallo di responsabilità fra i vari soggetti coinvolti nella vicenda: “Non c’interessano le dichiarazioni apparse sui giornali dove si accampano solo scuse di circostanza" continua il comunicato delle segreterie, secondo le quali dovevano essere presi provvedimenti “drastici e immediati”.

“Come al solito le nostre denunce sono state vane e nessuno ha tenuto conto di quando da noi evidenziato” accusano ancora i sindacati, secondo i quali la sicurezza e la vita di chi vuol usufruire dei mezzi pubblici “ha un valore ben più alto di qualche minuto di percorrenza in più, di un turno di lavoro in più o di un autobus in più su quelle linee dove si viaggia sovraccarichi”.

Dopo le accuse alle autorità, i trasportatori paventano situazioni simili in altri Comuni della provincia e insistono sulla necessità di trovare una soluzione per evitare il sovraffollamento dei bus: “Noi abbiamo più volte detto come intervenire, bisogna che gli autobus arrivino prima dell’uscita dei ragazzi della scuola, in modo che i mezzi siano fermi e i ragazzi possano salire in tutta sicurezza a bordo”. I soldi, affermano, non dovrebbero essere un problema: “Questo ha un costo, ma ripetiamo, vale di più un turno di lavoro o la vita di un ragazzo di 14 anni? Questa è la soluzione per risolvere la problematica”.

La lettera si conclude con la richiesta al prefetto: “Chiediamo all’Illustrissimo prefetto che si faccia carico di comporre un tavolo in tempi rapidi dove ci siano tutti i sindaci che hanno nei loro Comuni importanti plessi scolastici e l’azienda e i sindacati affinché, con l’inizio dell’anno, alla ripresa dei servizi scolastici, si possa noi lavorare in tranquillità e i ragazzi prendere l’autobus in sicurezza”.

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