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Piaggio, sale l'attesa per l'arrivo di Colaninno

Roberto Colaninno

Incontro con i dirigenti, le organizzazioni sindacali nazionali, provinciali, i delegati di Piaggio, Aprilia, Guzzi Fiom, Fim, Uilm e Usb

PONTEDERA — Il presidente Roberto Colaninno è atteso domani mattina alle 11 in viale Rinaldo Piaggio a Pontedera per il consueto incontro annuale. Colaninno incontrerà i rappresentanti sindacali di Piaggio, Guzzi e Aprilia. I sindacati hanno anticipato la volontà di conoscere, dalla voce di Colaninno, quali sono i futuri piani industriali di Piaggio group sia per lo stabilimento pontederese che per l'indotto.

Usb, sindacato ultimo nato in casa Piaggio ha fatto sapere che "dopo il referendum consultivo del 7 - 9 novembre che ha visto la vittoria del Sì all’ennesimo accordo sulla solidarietà la situazione in Piaggio è ulteriormente peggiorata"

"Tralasciando lo stop produttivo di circa due mesi  - hanno ripreso da Usb - e i circa duecento lavoratori che ancora non hanno un contratto stabile, da gennaio la linea 3 non riprenderà la produzione a causa del mancato passaggio da euro 3 a euro 4. Avevamo più volte incalzato l’azienda per ottenere delle risposte certe sul futuro delle produzioni e e degli investimenti nel sito di Pontedera prima che fosse posta la firma sul contratto di solidarietà. Oggi ci ritroviamo a dover affrontare nuovamente le identiche problematiche e le identiche mancate risposte. Altro regalo di Natale ricevuto dai lavoratori di Pontedera è stato l’annuncio di 44 licenziamenti alle Officine Ristori, stabilimento dell’indotto Piaggio".

Usb ha esposto le richieste che presenterà a Colaninno: "Vogliamo avere prima di tutto delle risposte in merito al processo di delocalizzazione in atto ormai da diversi anni. Quali saranno le lavorazioni che saranno mantenute nello stabilimento di Pontedera e quali saranno gli investimenti previsti per i prossimi anni. Dovremmo ritrovarci, nonostante gli utili milionari del gruppo, con un’altra richiesta di solidarietà a giugno? Dovremmo continuare ad utilizzare i soldi pubblici come bancomat privato per l’azienda?".

"E’ arrivato il momento di chiedere risposte certe - hanno concluso - ad una azienda che da anni sfugge da ogni responsabilità e confronto portando avanti solo una politica di delocalizzazioni che ha portato ad una costante perdita di posti di lavoro sul territorio anche con il beneplacito delle istituzioni e anche grazie alla strategia passiva dei sindacati confederali. Qualunque esito abbia l’incontro invitiamo le organizzazioni sindacali ad un confronto reale con i lavoratori nelle opportune assemblee. In ogni caso, come Usb, promuoveremo un percorso di trasparenza e comunicazione con tutti per discutere sugli esiti dell’incontro e eventualmente proseguire con il percorso di mobilitazioni già iniziato".

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