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Piaggio e ferie, dure accuse da dieci delegati

Sono di Usb e Fiom: "Le ferie non sono più diritto ma strumento, chiedono di rinunciare per la produzione. Come hanno trattato quella lavoratrice?"

PONTEDERA — Le rsu Usb e Fiom hanno promosso ieri uno sciopero in tutto lo stabilimento per ieri alle 9, con assemblea davanti all'officina 2r. A quanto si apprende ha aderito allo sciopero "l'80 per cento dei lavoratori".

I delegati Fiom e Usb che lo hanno promosso sono Massimo Cappellini, Giorgio Guezze, Adriana Tecce, Massimiliano Malventi, Francesco Giuntoli, Antonella Bellagamba, Simone Di Sacco, Simone Selmi, Alessandra Benvenuti e Linda Bernardoni.

"Anche le ferie - hanno esordito i rappresentanti dei lavoratori - per quest’azienda non sono più un diritto dei lavoratori, ma uno strumento come un altro per soddisfare le proprie pretese produttive. L’azienda non ha mai voluto programmare le ferie e i permessi in anticipo, come richiediamo da anni, lasciando fino all’ultimo i lavoratori nell’impossibilità di organizzare il loro riposo".

"Piaggio - hanno ripreso - ha affisso in bacheca solamente il 14 luglio un comunicato con le date delle ferie differenziate reparto per reparto, adesso a 2/3 giorni dall’inizio delle ferie sta comandando decine di lavoratori a rinunciare alle ferie precedentemente comunicate e chiede di andare a lavorare. Tutto questo per straordinarie esigenze produttive, le stesse per cui ci costringeranno a stare a casa per mesi tra qualche settimana, le stesse per cui nei reparti si lavora regolarmente sotto organico ai massimi ritmi, con i capi continuamente con il fiato sul collo degli operai per non far uscire un veicolo in meno dalla catena".

I dieci delegati hanno poi riferito di un episodio che sarebbe successo nei giorni scorsi: "E' avvenuto un fatto estremamente grave, una lavoratrice che aveva il giorno prima preso posizione in assemblea contro la piattaforma per l’integrativo, ha subito una persecuzione poliziesca da parte dell’azienda, è stata seguita da una guardia durante lo svolgimento del lavoro, e sottoposta dal responsabile del personale aziendale ad un vero e proprio interrogatorio da caserma, insinuando il sospetto di aver rubato".

"Respingiamo l’attacco all’inviolabilità delle ferie - hanno concluso - Respingiamo l’attacco ai lavoratori che alzano la testa e chiedono il rispetto dei loro diritti". 

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