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Le reazioni il giorno dopo i ballottaggi

Pontedera vista dal deltaplano (foto di Piero Frassi)
Pontedera vista dal deltaplano (foto di Piero Frassi)

Positività nel centrosinistra dopo le vittorie di Franconi, Brogi e Giglioli. Le parole di vari esponenti del Pd e di Rifondazione comunista

PONTEDERA — Matteo Franconi a Pontedera, Francesca Brogi a Ponsacco e Simone Giglioli a San Miniato. Il centrosinistra si afferma nei ballottaggi della provincia di Pisa.

Di seguito i commenti di vari esponenti politici.

Lucia Ciampi, deputata Pd: “Il risultato delle lezioni amministrative in Provincia di Pisa va oltre ogni più rosea aspettativa. Il 21 a 0 del PD nei confronti del centrodestra è un risultato inequivocabile che premia la classe politica locale del Partito Democratico e punisce severamente l'arroganza di chi ha pensato per mesi che con gli slogan sui social si potessero ingannare all'infinito i cittadini. Questo 'cappotto' che riguarda sia i piccoli che i grandi comuni del territorio è ancora più sorprendente se paragonato al notevole risultato della Lega in provincia di Pisa nelle elezioni Europee”..

“E' quindi evidente che i nostri elettori abbiano sonoramente bocciato tutti quei piccoli 'Salvini' che hanno creduto di attrarre consensi solo scimmiottando le frasi fatte del loro 'Capitano' senza però occuparsi concretamente dei problemi quotidiani delle persone. Ha sicuramente influito sul voto locale anche l'attuale disastrosa esperienza amministrativa di Pisa del sindaco Conti. Tra qualche mese sarà chiamato al voto il comune di Cascina attualmente guidato dalla Lega: vedremo se i cittadini premieranno una giunta che in questi anni ha fatto di tutto fuorché amministrare la città, preferendo spesso i palazzi della politica romana rispetto ai banchi del consiglio comunale”.

Massimiliano Sonetti, segretario provinciale Pd: "Il Partito Democratico pisano ha vinto tutte le sfide nelle quali era impegnato nei comuni della provincia di Pisa in questa tornata amministrativa. Siamo riusciti in una impresa niente affatto facile dopo la perdita di Pisa e Cascina. Con i ballottaggi di ieri a Pontedera, San Miniato e Ponsacco e l'elezione di Matteo Franconi, Simone Giglioli e Francesca Brogi è evidente che il nostro territorio e i nostri concittadini si sono resi conto che il centrodestra e la Lega non sono in grado di far seguire, ai facili slogan, politiche atte a migliorare la qualità della vita nelle comunità. Formulo il miglior "in bocca al lupo" ai nostri sindaci. Sono certo che sapranno fare bene e fare "il bene" della comunità.Queste elezioni rappresentano sicuramente un momento positivo e soddisfacente per tutti noi. Il Partito democratico ha recuperato una unità e una capacità programmatica strategica, anche per il futuro.E, dopo anni, sono stati riconquistati dalle forze di centrosinistra il Comune di Volterra e di Casale Marittimo. E, tra i comuni più grandi, a San Giuliano abbiamo vinto al primo turno. Ora, vorrei ricordarlo a tutti, si riapre anche la partita per il Comune di Cascina dove si tornerà al voto. Sarà possibile riconquistare la seconda città più popolosa della provincia, dopo il capoluogo, che fu persa per una manciata di voti in una fase di ascesa della Lega; fase che mi sembra ormai terminata.Colgo questo momento di grande soddisfazione per ringraziare tutti i cittadini e le cittadine che hanno lavorato per questi risultati. E' una vittoria collettiva che dimostra la forza del Pd nella nostra provincia.La nostra proposta di governo è risultata la migliore e la più articolata.Ora occorre continuare a lavorare nella direzione del cambiamento, del miglioramento della proposta politica e nella selezione della migliore classe dirigente politica del territorio".

Marco Filippeschi: "In cinque punti una piccola analisi del voto nei ballottaggi pisani e toscani.

1. La Lega ha perso. C’è una chiarissima inversione di tendenza, nonostante il Salvini debordante e lo sforzo di chi è andato, anche nel pisano, in soccorso del vincitore. Salvini non sta sereno.
2. Si vince ovunque: la riconquista di Livorno con Salvetti e il successo di Biffoni a Prato, assolutamente non scontato, compensano la dolorosa perdita di Piombino, città esposta ad una crisi senza precedenti. Il Pd e tutta la sinistra-civica si affermano.
3. Le brillanti vittorie pisane, Pontedera, Ponsacco e San Miniato, sono un durissimo colpo per la Lega, per tutta la destra e per i fiancheggiatori. Lo dice, senza dubbi, il post lunare di Ziello (sul suo profilo ora non si traova… la storia la faranno un'altra volta...). Si tratta di successi sudati, che dimostrano, un anno dopo, che gli elettori tornano a scegliere distinguendo il locale dal nazionale, vincendo le paure e apprezzando il lavoro concreto dei nostri sindaci, il profilo impegnato dei nostri candidati e le coalizioni sinistra-civiche che danno una prospettiva alle città.
4. Fra meno di un anno si vota di nuovo a Cascina. Perché la «leonessa» – così è stata gentilmente e servilmente omaggiata la Ceccardi da chi vuole un’opinione pubblica conformista e presa in giro dalla destra – non ha aspettato, né dunque ha rispettato i cittadini che l’hanno votata: è passata all’incasso e ora «vola», come scrivono i suoi aedi locali, a Bruxelles, saldamente all’opposizione. L’incasso è lauto, i parlamentari europei guadagnano fra i 16 e i 19 mila euro mensili, senza contare gli altri 24 mila mensili per i loro portaborse. Lo stesso stile di Ziello, al quale è stato gentilmente offerto un collegio, già volato a Montecitorio. Entrambi incompatibili col mandato di sindaco. Quanto dureranno i personaggi della Lega, tanto costruiti e aiutati quanto leggeri, che come si è visto non portano un’idea nuova né una risorsa al territorio e vivono solo di spot cattivisti? Tanti cittadini di Cascina dicono: “… altro che lo spray al peperoncino, tagliassero almeno l’erba…”. A Cascina un candidato sindaco di sinistra-civico può vincere.
5. In questo quadro, ai leghisti pisani non resta che attaccarsi… a Cascina… Un po’ poco. Infatti nell’Area Vasta Costiera, da Livorno a Collesalvetti, da Rosignano a Cecina, da Lucca a Viareggio, a Capannori, con le quattro province tutte a guida centrosinistra, Conti l’autarchico è politicamente isolato. Mentre la miopia della destra a trazione leghista distrugge anche la visione di Area Pisana. «Una città di 100 mila abitanti» ora è l’obiettivo dei sindaci del Val d’Arno inferiore (la Zona del Cuoio), non per caso tutti vincenti. A Pisa perseguono l’idea bislacca, ma non scevra di mire assai discutibili, di un Piano strutturale urbanistico condiviso con la sola Cascina. Per omogeneità politica, non certo per interesse strategico ambientale-economico di tutto un territorio. Archiviano tutta la progettualità pisana costruita in tanti anni di buongoverno e non parlano con la Regione. Figuriamoci con l’Unione Europea. Così non portano un euro aggiuntivo e vivacchiano di rendita sul già fatto. Chiudo con una citazione del grande poeta Giuseppe Ungaretti: se l'opposizione fa il suo dovere, a Palazzo Gambacorti la destra ora sta «come d’autunno sugli alberi le foglie".

Alessandra Nardini, consigliera regionale Pd: "La Toscana ha resistito. L'onda d'urto invocata da Salvini, capace di ribaltare una storia di buona amministrazione e l'impianto di valori che ha reso grande la nostra Regione, non è arrivata. I leghisti, anzi, escono da queste amministrative con le ossa rotte e una sonora bocciatura. L'idea di usare le Amministrative come trampolino di lancio per conquistare la Regione è semplicemente fallita, in provincia di Pisa è addirittura naufragata. Certo, noi non possiamo trascurare i voti assoluti raccolti dalla Lega, né che comuni importanti come Piombino o Cortona sono passati alla destra. Dobbiamo affrontare con coraggio le ragioni locali, sociali, culturali ed economiche di un'affermazione leghista che resta comunque non trascurabile. Detto ciò sono state riconquistate realtà importanti, penso a Livorno e più in piccolo a Volterra, e il nuovo PD rilanciato da Nicola Zingaretti, con la sua capacità di riunire il centrosinistra, appare oggi come l'unica alternativa al leghismo. La Lega in Toscana perde. La Toscana riconosce l'incapacità di proporre soluzioni ai problemi, l'inefficacia assoluta dei governi leghisti locali e nazionali e non accetta di diventare semplicemente una terra da conquistare nel cinico Risiko di Salvini. Questi sono fatti, lo dicono i voti, ma serve ancora un grande e duro lavoro per fare ciò che davvero un partito-guida della Sinistra italiana deve fare: dialogo permanente con la società, elaborazione politica contro le disuguaglianze, promozione di uno sviluppo sostenibile, rappresentanza delle paure e dei bisogni delle persone in carne ed ossa. Questo è ciò che dovremo fare nei prossimi mesi, in Italia e in Toscana, perché la nostra alternativa diventi maggioranza e progetto di governo.  A questo proposito è fondamentale aprire una stagione nuova a livello regionale, tanto nel PD quanto nel centrosinistra, dopo una serie infinita di divisioni e di congressi: una stagione di nuova unità di intenti, di dialogo, di superamento delle divisioni e delle diffidenze reciproche; il tutto con l'obiettivo di coinvolgere le toscane e i toscani in una visione di governo del territorio per i prossimi dieci anni che veda tutti i progressisti uniti, coraggiosi, capaci di rinnovarsi e di condividere una visione di futuro".

Antonio Mazzeo, consigliere regionale Pd: "Tra il primo turno e i ballottaggi in provincia di Pisa abbiamo praticamente fatto cappotto: vincere in 21 comuni su 21 dove erano candidati esponenti del Partito Democratico significa che i cittadini si sono riconosciuti non soltanto nella nostra proposta politica ma anche in donne e uomini che si sono dimostrati all’altezza delle sfide, anche difficilissime, che dovevano affrontare grazie alla loro preparazione, alla loro bravura e al loro radicamento sul territorio. Così come era già successo il 26 maggio la Toscana si conferma la regione coi risultati migliori e con il PD e il centrosinistra più forti d’Italia. Abbiamo avuto la riprova che, grazie al gioco di squadra e a candidati scelti con largo anticipo e sostenuti unitariamente, si possono vincere anche sfide che sembravano impossibili e tornare al governo di Comuni che avevamo dolorosamente perduto. Laddove invece ci si divide o si impegnano mesi e mesi solo e soltanto nel dibattito interno, si possono perdere realtà che non avremmo mai immaginato. E purtroppo, a Pisa, ne sappiamo qualcosa. Questa deve dunque essere la nostra guida anche in vista del 2020 quando al voto andranno altri comuni importanti, tra cui Cascina, oltre che la Regione. Su quest’ultima, in particolare, credo che come PD dovremo prenderci da subito un impegno preciso: entro ottobre costruire il programma, lavorare a una coalizione larga che sappia coinvolgere anche le tante, importantissime realtà civiche del territorio e quindi procedere alla scelta del candidato presidente in grado di unire ed essere rappresentativo di tutti”.

Da Rifondazione comunista di Pontedera: "Rifondazione Comunista si rallegra della sconfitta del centrodestra nella nostra città; la nostra comunità ha dimostrato di avere ancora gli anticorpi per impedire una svolta politica che sarebbe stata uno sfregio alla storia democratica e antifascista di Pontedera.

Augura al nuovo sindaco Matteo Franconi di saper svolgere al meglio il difficile ruolo che gli viene affidato dal voto popolare, cioè quello di difensore e garante dei principi democratici e antifascisti che ci vengono dalla nostra Costituzione.
I comunisti di Pontedera che in questo ballottaggio non sono stati indifferenti, ma hanno svolto pienamente il ruolo di coscienza critica della città, si augurano che gli esiti delle ultime tornate elettorali svoltesi, rappresentino lo stimolo al PD, a tutti i livelli, per rivedere criticamente le politiche svolte in questi anni che sono tra le cause dell’allontanamento di larghi strati della popolazione dalla sinistra".

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