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Il progetto di vita della persona disabile

E' il tema affrontato nei giorni scorsi al tavolo della disabilità della Valdera dal direttore dei Servizi sociali dell’Azienda Usl Toscana nord ovest

PONTEDERA — Il 23 luglio scorso si è tenuto un nuovo incontro del tavolo della disabilità della Valdera con al centro il "Progetto di vita della persona disabile", relatrice Laura Brizzi, direttorice dei Servizi sociali dell’Azienda Usl Toscana nord ovest. Il tavolo è istituito e coordinato da molti anni dalla Società della salute Valdera, diretta da Patrizia Salvadori.

Nel corso dell’iniziativa alle associazioni ed ai rappresentanti dei disabili partecipanti al tavolo è stato illustrato il contenuto della delibera regionale 1449 del 2017 che istituisce il percorso di attuazione del modello regionale di presa in carico della persona con disabilità. La disabilità non è più considerata come una riduzione delle capacità funzionali, ma il risultato di una relazione complessa e dinamica tra condizioni di salute e fattori contestuali, ambientali e personali. Il servizio sociale supera inoltre la logica del bisogno assistenziale e agisce con un’idea interattiva e multifattoriale, con uno sguardo complessivo sulla persona, tenendo conto non solo degli aspetti oggettivi legati al suo funzionamento e alle sue potenzialità, ma anche di quelli soggettivi, quindi delle sue attese e dei suoi desideri, delle opportunità, di scelta, di partecipazione, di autonomia.

Le fasi principali del percorso del disabile sono l'accesso e la presa in carico, la valutazione, la definizione del progetto di vita e il monitoraggio e la valutazione in itinere. Il progetto di vita, a partire dal profilo funzionale della persona, dai bisogni e dalle legittime aspettative, individua il ventaglio di possibilità, servizi, supporti e sostegni, formali e informali, che possono permettere alla persona di migliorare la qualità della propria vita, di sviluppare tutte le sue potenzialità, di poter partecipare alla vita sociale, di vivere in condizioni di pari opportunità rispetto agli altri.

La fase valutativa, che definisce il progetto di vita, è realizzata dalla UVM Disabilità, un’equipe multidisciplinare della Zona/Distretto/Società della Salute. Il progetto di vita è realizzato attraverso risorse economiche, strumentali, professionali e umane, sia pubbliche che private, ovvero con il budget di salute, costituito dall’insieme di opportunità che la UVM Disabilità ha a disposizione per la realizzazione del progetto di vita della persona. In questa fase si inseriscono in maniera determinate la famiglia, il privato sociale, il volontariato e tutte le associazioni, in grado di favorire il miglioramento delle condizioni ambientali della persona.

La Sds della Valdera insieme alla Lunigiana, relativamente ai territori dell’Azienda Usl Toscana nord ovest partecipa infatti alla sperimentazione regionale per l’utilizzo del nuovo strumento organizzativo-gestionale del budget di salute all’interno dei percorsi di presa in carico delle persone con disabilità. Nell’Azienda Usl Toscana nord ovest è stato anche costituito un organismo collegiale e multidisciplinare per seguire il processo in atto, coordinato dal direttore del Dipartimento dei Servizi Sociali, Non Autosufficienza e Disabilità; a livello di ciascuna Zona/Distretto/Società della Salute è quindi istituita l’UVM Disabilità, quale equipe stabile e dedicata, composta da un medico delle Cure Primarie, un infermiere, un fisiatra e un assistente sociale che operano nell'area della disabilità, con l’integrazione del medico di medicina generale/pediatra di libera scelta della persona e dalle professionalità specialistiche aziendali necessarie. Il lavoro dell’UVM disabilità si realizza attraverso schede di valutazione multidimensionali, a garanzia dell’omogeneità dei percorsi.

Soddisfazione è stata espressa dalle associazioni e dai familiari presenti, sia per la modalità con cui in Valdera vengono affrontati i temi che riguardano la disabilità, sia per il nuovo percorso di presa in carico della persona disabile e per l’importante ruolo dell’UVM disabilità, già istituita in Valdera e coordinata da un assistente sociale. Le associazioni hanno anche evidenziato la necessità di ulteriori percorsi di sostegno alla famiglia del disabile.

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