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Festa dei novant'anni per Giuseppe Cau

Giuseppe Cau al Museo Piaggio

Romano, pilota da corsa e poi acrobatico, arrivò a Pontedera a vent'anni. E fu un ottimo 'acquisto' per la Piaggio, che l'arruolò in pianta stabile

PONTEDERA — Era piccolino e pesava soltanto 42 chili. Anche perché subito dopo la guerra di grassi se ne vedevano pochi. Era il 1948 e lavorava in un'officina romana dove si riparavano e si trasformavano i mezzi a due ruote 'reduci' dalla guerra, ma quando capitò anche una Vespa, Giuseppe Cau, nato il 7 dicembre 1928, chiese di poterci salire e partecipare alla gara Roma Ostia organizzata dal primo concessionario Piaggio di Roma. Non vinse, arrivò secondo. Ma il vincitore morale fu lui perché unico a gareggiare su una due ruote non preparata per l'agonismo.

Così comincio la carriera di pilota da corsa e acrobatico di Giuseppe Cau che il dottor Piaggio volle subito chiamare a Pontedera per lanciare la Vespa di D'Ascanio. Vespe che Cau gli preparava e portava a Roma dove Enrico Piaggio scorrazzava per via Veneto guidandone una.

Cau corse e vinse decine di gare motoristiche fino al '51, poi entrò nella pattuglia acrobatica. Figure spettacolari al limite dell'impossibile, anzi sopra, ma partecipando attivamente anche alle continue evoluzioni dello scooter che già stava diventando il più famoso nel mondo. Scorrazzando in Vespa, Giuseppe trovò anche... moglie, una ragazzina, Liliana, che sulla soglia di casa aspettava sempre che passasse. 

Per raccontare tutti la vita vespistica del cavaliere della Repubblica proprio per meriti vespisti, Giuseppe Cau, ci vorrebbe tuttavia un libro intero. (libro che peraltro esiste). Mentre oggi, al museo Piaggio una festa in suo onore, per i suoi 90 anni. 

Festa con l'augurio di lunga vita a Giuseppe Cau, senza il quale la Vespa avrebbe probabilmente avuto qualche problema in più per diventar famosa.

Mario Mannucci
© Riproduzione riservata

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