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"Piaggio? La facciata non corrisponde alla realtà"

Lo sciopero in occasione della visita di Colaninno (archivio)
Lo sciopero in occasione della visita di Colaninno (archivio)

I sindacati critici dopo l'annuncio di investimenti per 40 milioni di euro nello stabilimento locale: "Temiamo un ridimensionamento"

PONTEDERA — L'immagine di un'azienda protesa all'innovazione, ma la realtà è un'altra”. Il giorno dopo l'annuncio della dirigenza Piaggio di un investimento di circa 40 milioni di euro nello stabilimento di Pontedera arriva la risposta, molto critica, dei sindacati Rsu Fiom Cgil.

Le Rsu Piaggio avevano avuto un incontro con i vertici dell'azienda venerdì 22 maggio, incontro che sarebbe dovuto servire a chiarire ai lavoratori la situazione e le prospettive: “Nessuna novità è emersa nell'incontro con la Direzione aziendale di venerdì 22 maggio: sintetizzando, il programma prospettato ed attuato dalla Piaggio continua ad essere quello di una riduzione generalizzata dei costi, con il contenimento degli investimenti sul fronte industriale, in attesa di una ripresa dei mercati”.

Secondo i sindacalisti la Piaggio sta avendo un atteggiamento di facciata diverso dalla realtà: “Osserviamo inoltre un insistente attivismo mediatico, volto a presentare all'esterno l'immagine alterata di un'azienda protesa nell'innovazione tecnologica e nella conquista di nuovi mercati, che mira probabilmente a tenere alto il valore delle azioni in Borsa, scaricando invece sui lavoratori il peso delle proprie inefficienze. Ma i fatti sono fatti e i numeri sono numeri... I dati del primo trimestre 2015, positivi da un punto di vista finanziario grazie all'Euro debole ed una buona performance su Ricambi e Accessori (bene, ma non certo determinante), continuano a mostrare un calo complessivo dei volumi di vendita (-2,4 per cento) e ampi segni di difficoltà a tenere le quote di mercato in Europa (leggiamo sul Resoconto Piaggio al 31/03/2015: la quota 2 ruote passa da un 15 a un 13,1 per cento). A fine maggio (storicamente periodo di massima produzione) si avranno fermate nei reparti Meccanica, 2 Ruote e VTL; in particolare le linee di montaggio dei veicoli di punta (MP3 e Vespa) si fermeranno per 3 giorni”.

Il timore dei lavoratori è che le risposte e le rassicurazioni siano solo formali, mentre la realtà e le azioni della dirigenza sono orientate verso un ridimensionamento della struttura lavorativa pontederese, che oggi conta 2930 dipendenti: “Rispetto alle criticità da noi evidenziate, le risposte hanno spesso una valenza solo formale. Un esempio su tutti: la questione della (scarsa) qualità dei prodotti, a cui l’azienda ha deciso di porre rimedio riorganizzando tutta la Ricerca e Sviluppo; il problema è che, a un anno circa dall’avvio di questo processo, non sono visibili segnali di un reale cambio di rotta. Assume quindi particolare valenza l'allarme lanciato nei giorni scorsi dai lavoratori della Sperimentale, che in maniera compatta, composta e determinata hanno denunciato lo stato di incertezza in cui versa lo sviluppo dei nuovi prodotti. Per queste ragioni continuiamo a temere che le azioni intraprese dalla Piaggio non siano assolutamente in grado di invertire una preoccupante tendenza al ridimensionamento delle attività industriali, con gli effetti deleteri per gli stabilimenti di Pontedera, Noale/Scorzè e Mandello che ne potrebbero scaturire. D'altra parte riteniamo poco lungimirante affrontare solo dal lato dei costi le difficoltà di un contesto di mercato sempre più complesso, dallo spostamento verso l'Asia dei maggiori volumi alla necessità di un continuo adeguamento tecnologico innescato da una concorrenza fatta ormai da Grandi Multinazionali: tutti sanno che in ultima istanza è la capacità di investimento a fare la differenza! La Fiom, al fianco dei lavoratori della Piaggio, si farà promotrice delle iniziative necessarie (verso l'azienda e verso il territorio) per tutelare i posti di lavoro ed il reddito cui fanno affidamento migliaia di famiglie”.

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