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"Perché altri sindaci non vietano la raccolta?"

Foto Mirko Melai

Dopo il disastroso incendio alla Mansider, Legambiente lancia l'allarme: "La diossina è molto pericolosa e non segue i confini comunali"

PONTEDERA — Incendio Mansider, i dubbi di Legambiente. L'associazione ambientalista dopo il rogo doloso della notte tra mercoledì e giovedì e dopo il provvedimento del sindaco di Cascina di vietare il pascolo e la raccolta delle verdure pone una domanda agli altri sindaci dei Comuni limitrofi al disastro: “La diossina e gli altri inquinanti generati dal rogo non seguono i confini comunali (anche se il vento può averli spinti maggiormente nella direzione di Cascina), i sindaci dei comuni limitrofi hanno adottato tutti i provvedimenti adeguati per tutelare la salute dei propri cittadini?”.

Legambiente sottolinea la pericolosità della diossina: “La diossina è bioaccumulante, inodore e incolore, molto pericolosa per la salute e molto stabile nel tempo in quanto resistente alla degradazione ambientale. Ricordiamo che l’incendio alla Mansider non è il primo episodio di questo tipo che interessa aziende di trattamento rifiuti poste intorno alla discarica per rifiuti speciali di Pontedera, anche se questa volta si parla chiaramente di incendio doloso”.

Gli ambientalisti si augurano che la giustizia faccia il suo corso e rivolgono un appello all'ufficio ambiente della Provincia e ad Arpat: “Nella speranza che le autorità competenti scoprano al più presto le motivazioni di questo incendio e che i responsabili vengano assicurati alla giustizia quanto prima, ci domandiamo se i pericoli derivanti dal deposito in cumulo di quella gran quantità di rifiuti pericolosi fosse stato valutato attentamente dall'Ufficio Ambiente della Provincia che ha autorizzato l'azienda allo stoccaggio di 60mila chilogrammi di pneumatici in ingresso e 180mila chilogrammi di pneumatici pressati in balle in uscita. I sistemi di prevenzione e i presidi anti incendio presenti all'interno dell'azienda erano dimensionati correttamente? Restiamo in attesa di conoscere i risultati esatti della situazione ambientale dell’area e chiediamo ad Arpat di non limitarsi ad analizzare le sole zone dove i fumi del rogo potrebbero essere stati trasportati dal vento ma allargando le analisi ai terreni dei vicini comuni di Lari, Ponsacco, e Pontedera. Invitiamo infine le autorità ad alzare il livello di sorveglianza sui movimenti di rifiuti nella nostra zona, per scongiurare che la criminalità organizzata riesca ad allungare le mani su un settore così appetibile e lucroso”.

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