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Orti e cucito per integrare i migranti

Il progetto è stato avviato dal Comune in collaborazione con le cooperative Il Cammino e Arnera nei terreni sulla Fila

PECCIOLI — Occupare e dare una qualche professionalità ai migranti, senza però diminuire le opportunità per la comunità, cercando di dare una risposta concreta al problema del forte flusso migratorio. Questi gli obiettivi del progetto, messo in piedi dal Comune insieme alle cooperative sociali Il Cammino e Arnera, che vedrà i richiedenti asilo ospitati in strutture nelle frazioni di Montecchio e Legoli impegnarsi nella coltivazione di orti sociali vicino all'impianto fotovoltaico sulla Fila e in un corso di cucito.

"Solo nell'ultimo anno in provincia di Pisa sono arrivati oltre 1300 migranti - ha commentato il sindaco Renzo Macelloni - e dalla situazione geopolitica del sud del Mediterraneo che vediamo ogni giorno, è evidente che il flusso migratorio è destinato a incrementare e quindi occorre confrontarsi su questi temi e cercare soluzioni concrete. Con questo progetto proviamo a farlo anche nella nostra piccola realtà. Tenere queste persone relegate in centri di accoglienza o abitazioni, senza dargli attività con cui tenersi occupati, non fa che incrementare disapprovazione e paura fra i cittadini e brutte abitudini fra gli stessi migranti. Di questo tipo di progetto, come amministrazione comunale - ha concluso il sindaco - siamo convinti e andremo avanti. In consiglio comunale abbiamo approvato la delibera d'indirizzo all'unanimità e questo significa che, al di là di alcuni disaccordi, su alcuni argomenti importanti si riesce a trovare sinergie".

I richiedenti asilo sono in tutto 13, tutti maschi, sei alloggiati a Legoli e sette arrivati da poco tempo a Montecchio. Tutti intorno ai 20 anni, provengono per la maggior parte dalla Nigeria, dal Senegal e da altri Paesi del centro Africa dove non ci sono particolari situazioni di guerra in atto ma una diffusa povertà.

"Sono contento di essere qui - ha detto in inglese Antony -, io ho 22 anni e vengo dalla Nigeria. Sono contento di essere a Montecchio, dove hanno accolto me e gli altri con grande gentilezza. Speriamo di imparare e fare un buon lavoro".

L'orto è attivo già da due settimane e i ragazzi hanno già piantato, su indicazione dell'agronomo Stefano Gori che li segue, pomodori, cipolle, cavoli, insalata, peperoncino. Gli ortaggi potrebbero poi essere donati a strutture del territorio o venduti come prodotti a chilometro zero.

A breve, inoltre, partirà anche il corso di cucito per altri 5 o 6 migranti, condotto da un ex sarto e con l'obiettivo di far loro acquisire un minimo di abilità e professionalità in modo da mettere in piedi un piccolo centro di recupero e riuso di vestiti usati nel centro storico.

Soddisfazione per il progetto da parte dei presidenti delle due cooperative, Matteo Lami (Il Cammino) e Marco Cioni (Arnera), oltre che da Don Armando Zappolini che tramite una nota scritta ha commentato: "Ciò che viene attivato a Peccioli è assolutamente normale, e per questo appare straordinario".

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