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La Sabatini emoziona ed è pronta per la Pro Series

Lo staff dell'Uc Pecciolese con Egan Bernal

Fondriest e Bettini hanno elogiato vincitore, pubblico e organizzatori. Macelloni ha definito "da Coppi" l'impresa di Lutsenko. Il bilancio finale

PECCIOLI — L'edizione numero 67 della Coppa Sabatini - Gp Città di Peccioli per ciclisti professionisti è andata in archivio e sarà ricordata per l'impressionante impresa compiuta dal corridore kazako Aleksey Lutsenko, giunto solo al traguardo dopo ben 170 chilometri di fuga, 100 con compagni e ben 70 in solitaria.

Non ce l'ha fatta a raggiungerlo nonostante gli sforzi profusi nel finale Sonny Colbrelli, che giunto secondo sul traguardo si deve accontentare di un altro piazzamento in quel di Peccioli. Peccato per Colbrelli, che dopo le vittorie nel 2014 e nel 2016 puntava a diventare l'unico a vincere per tre volte la Coppa Sabatini.

Due vittorie come quelle di Maurizio Fondriest, vincente a Peccioli nel 1989 e nel 1994 e oggi emozionatissimo sul traguardo.

Una giornata "sempre bellissima - ha commentato Fondriest - perché in una corsa, rispetto a un'altra, la differenza la fa l'atmosfera, come andare in Belgio a fare una Coppa del mondo. La puoi fare da un'altra parte e son sempre gli stessi corridori, ma l'atmosfera che si vive qua a Peccioli vivamente ha qualcosa di diverso dalle altre corse. Per me, poi, è forse ancora diverso, perché io ho vinto due volte, una volta secondo, c'è sempre stato un calore nei miei confronti. Quindi ritornare, dopo tanti anni che ho smesso, e aver della gente che vuol fare le foto e che mi applaude fa sempre sicuramente un certo effetto".

"Veramente bravi - ha aggiunto Fondriest complimentandosi con gli organizzatori della Uc Pecciolese -, perché dopo tanti anni continuare a tenere sempre così alto il livello di una corsa non è semplice".

Grande soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Peccioli, Renzo Macelloni. "Ha vinto un grande campione con un'impresa da Coppi - questo l'elogio del primo cittadino per Lutsenko -, perché vincere dopo 70 chilometri di fuga è cosa per pochi".

"Questo Challenge Alfredo Martini (l'accoppiata Giro di Toscana e Coppa Sabatini, ndr) - ha aggiunto Macelloni - credo stia crescendo sotto una buona stella: ottima organizzazione, bel tempo, tanto pubblico, corridori e corse di qualità. Senza dimenticare la positiva esposizione mediatica, sia dal punto di vista sportivo sia da quello del territorio, una vetrina internazionale per quella che è la parte più autentica della Toscana".

"Abbiamo visto una gara molto, molto tirata - ha detto Paolo Bettini, vincitore della Coppa Sabatini nel 2002 -, credo una delle medie più alte di sempre su un percorso che può sembrare facile ma alla fine si rivela sempre più difficile del previsto. Grandissimo Lutsenko che è riuscito a fare tantissimi chilometri di fuga solitaria: quando tutti ci chiedevamo se poteva riusciva ad arrivare o meno, perché nelle fasi finali naturalmente il gruppo ha sempre una reazione violenta e mangia tanti chilometri al secondo al fuggitivo, invece oggi abbiamo visto come è stato molto bravo a tenere o forse hanno dormito un po' dietro. Ma questo conta poco: l'importante è farsi trovare davanti al momento giusto e lui oggi c'era".

Luca di Sandro, presidente dell'Uc Pecciolese, terminata anche la riunione della giuria, si è riunito con il direttore dell'organizzazione Marco Buti e i collaboratori Marco Casini e Alessio Baudone e il segretario Gianluca Merlini, per un bilancio della due giorni.

"La giuria ha detto che è andata bene - ha esordito Buti -, si sono congratulati con noi: hanno detto che l'aspetto della sicurezza è sempre stato molto valido, all'altezza della situazione. Sono stati due bei giorni di sport, due vincitori secondo noi importanti e quindi riteniamo la manifestazione positivamente riuscita".

"Io che, posso dire, sono cresciuto qua a Peccioli - ha sottolineato Baudone -, credo che la bellezza di questa corsa, oltre al fatto che attraversa il verde e stupendi paesaggi, è che c'è una sicurezza enorme. Oggi la federazione, l'Uci, predente la sicurezza: Peccioli è avanti di dieci anni, perché dieci anni fa Peccioli fece un premio per la sicurezza della sua corsa".

"E' andata secondo le aspettative che ci eravamo prefigurati - ha analizzato Di Sandro -. Questa è una gara di fine stagione, compressa fra le gare del Canada, fra le ultime gare prima dei mondiali, mediaticamente viene considerata una pre-mondiale ma è più una considerazione giornalistica: i contenuti, secondo me,  vanno a qualificare la gara stessa e secondo noi il risultato sportivo c'è. Basti vedere la partecipazione, l'ordine d'arrivo, la media che è venuta fuori".

"L'impegno non è quello di superare la data, la corsa, per onor di calendario - ha sottolineato il presidente dell'Uc Pecciolese -. L'impegno è per portarci avanti in quel progetto di crescita che ormai ci siamo prefigurati per stare dentro la mondialità".

"Oggi e ieri sono state due bellissime giornate di sport e di unità - ha concluso Merlini -, dal punto di vista anche territoriale: abbiamo portato la Valdera nel mondo. Ringraziamo le amministrazioni comunali di Pontedera e di Peccioli che, insieme alla Belvedere e alla Ecofor e a tutti gli altri sponsor, che comunque tutti gli anni ci danno fiducia, hanno permesso tutto questo".

L'appuntamento, quindi, va al prossimo anno "con un impegno ancora maggiore e se sarà possibile - ha rivelato Merlini -, non lo sappiamo ancora, siamo pronti ad affrontare anche il nuovo calendario dell'Uci e la sfida della Pro Series"

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