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"La dislessia? Si vive bene lo stesso"

Marco Tomaiulo mentre racconta la sua esperienza in un congresso sulla dislessia (Foto da Fb)

Marco Tomaiulo si è appena diplomato allo scientifico: "Leggendo è come se anche l'italiano fosse una lingua straniera". Tra gli aiuti un lettore Mp3

PONTEDERA — La dislessia? Nessun problema, si vive bene lo stesso”. Marco Tomaiuolo, 19 anni, è uno studente diplomatosi quest'anno al liceo scientifico XXV Aprile di Pontedera.

Dopo il racconto di Carlo Gemignani che ci aveva descritto la sua priva prova scritta Marco ha spiegato a Qui News Valdera la sua esperienza di studente alle prese con la dislessia.

Ma non aspettatevi tragedie o lamentele, Marco ha il sorriso sulle labbra: “Ho fatto l'esame (e i 13 anni di studio precedenti) come tutti, senza difficoltà”. Il giovane studente ha partecipato anche a dei congressi sulla dislessia, come relatore, riportando la sua esperienza.

Gli aiuti per i dislessici nella scuola di oggi - “L'esempio che faccio sempre – dice - per descrivere la dislessia è questo: è come se si leggesse sempre una lingua straniera, il nostro cervello codifica l'italiano come una lingua sconosciuta, ci vuole solo un po' più tempo a leggere”.

All'esame di maturità Marco, come tutti gli studenti dislessici, poteva usufruire di qualche strumento in più: “Possiamo scrivere col computer e avevo anche un lettore mp3”. Attraverso le cuffie il giovane pontederese ha ascoltato le tracce e tutto ciò che era scritto sui fogli: “Ci viene letto il compito, in sostanza. Oltre a questo avevamo un po' più di tempo a disposizione, non 50 ore eh (ride, ndr), un'ora in più per prima e seconda prova, mezz'ora per la terza”.

Gli esami finiscono, e ricominciano – Dopo aver superato agevolmente scritti e orali (“ho preso 75/100”) Marco si prepara all'estate: “Sono un ragazzo normale, mi piace stare con gli amici e coltivare alcune passioni, come fare l'arbitro. Sono due anni che dirigo partite e per adesso sono in seconda categoria”. Finita la maturità un po' di relax, poi di nuovo in pista tra libri e tavole degli elementi: “Adesso andrò una settimana al mare, poi ripartirò altre due settimane d'agosto. Dopo mi iscriverò all'università, facoltà di chimica”.

L'ottimismo è sul volto e nelle parole di questo giovane: “All'università chiederò magari di avere qualche aiuto per le prove scritte come computer e lettore mp3 (aiuti garantiti dalla legge 170 del 2010, ndr), ma non sono preoccupato”.

La dislessia oggi non rappresenta un ostacolo alla vita e allo studio, ma fino a pochi anni fa molti studenti erano molto penalizzati perché non sapevano di soffrire di questo disturbo nella lettura: “Ho avuto la fortuna, se così si può dire, di avere due genitori attenti, sono entrambi psicologi. Mio padre in più soffre egli stesso di dislessia così quando da piccolo indugiavo un po' troppo tra numeri e lettere è scattato un piccolo campanello d'allarme” conclude.   

René Pierotti
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