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Dieci anni di Silenzio, un messaggio d'amore

Ilario Luperini ripercorre la storia del teatro immerso nella natura: dall'idea di Bartalini alla fama internazionale. In attesa degli eventi del 2 e 4 agosto

LAJATICO — Il Teatro del Silenzio compie dieci anni. Dieci anni con quasi duecentomila spettatori. Tante sono le ragioni del suo crescente successo. Eccone alcune.

Un anfiteatro naturale disteso nel coinvolgente silenzio della campagna, in un trascolorare dei verdi della terra pisana un piccolo specchio d’acqua rifrange l’azzurro del cielo creando fascinose melodie visive. Il corpo, la mente, l’anima si fondono con il perenne flusso del tempo nello spazio, in un lento, sereno, rassicurante ritmo vitale.

Da qui scaturisce la geniale pensata di Alberto Bartalini, un regista dall’anima barocca e dalla spiccata vitalità moderna: mettere in stringente relazione estetica l’assolutezza del paesaggio di Lajatico con un mirabile evento teatrale, senza tradire la stupefacente bellezza del luogo.

Ed ecco il grande valore aggiunto: Lajatico, un paese vero, silenzioso, lindo, è il paese di Andrea Bocelli, un grande, autentico, genuino artista noto in tutto il pianeta. Una simbiosi di inimitabile valore.

Ma altri protagonisti entrano in scena: il Comune, con una partecipazione attiva e convinta e la Banca Popolare di Lajatico, a cui, in seguito si è aggiunta l’Associazione Lajatico Teatro del Silenzio.

Elevare la qualità del vivere quotidiano contribuendo a eventi culturali di acclarato spessore, contribuire alla ricerca del bello per offrire nuovi orizzonti: ci sono spazi di fantasia, di realizzazione di sé, di donazione di sé che stanno oltre la linea del semplice benessere materiale.

Ecco il senso dell’impegno della banca verso atti estetici che coinvolgano direttamente il territorio provinciale e i suoi abitanti. Un impegno che naturalmente si affianca alla sua missione più tradizionale. Ma la Banca Popolare di Lajatico aspira a qualcosa di più: crede fermamente che benessere materiale e migliore qualità dell’esistenza debbano andare di pari passo, se si vuole evitare il rischio di un’incombente barbarie. Da qui la collaborazione con artisti di chiara fama nazionale e internazionale

Nasce così il Teatro del Silenzio, che fin dall’inizio diviene un eclatante appuntamento di portata internazionale. Creare scenografie spettacolari, apparati scenici ricchi di colore e di invenzioni, raccordare costumi e coreografie con i ritmi musicali, pensare ogni dettaglio in simbiosi con l’interpretazione di Andrea e di tutto il cast. Espandere lo spettacolo, la costruzione teatrale al di là dei limiti del palcoscenico, per coinvolgere tutto e tutti.

E, da sfondo, la magia del paesaggio.

Da qui il fervore delle idee, il sovrapporsi delle emozioni, il rincorrersi delle suggestioni, la voglia di creare un evento di elevato spessore estetico.

Coinvolgere artisti di chiara fama insieme a eccellenze artistiche nascoste, che vivono sottotraccia, anch’esse dense di notevole qualità. Per tutti è sufficiente ricordare i protagonisti delle prime edizioni, senza nulla togliere agli altri: Igor Mitoraj, Arnaldo Pomodoro, Mario Ceroli.

Dura un solo giorno, ma è il frutto di un lavorio creativo di un anno intero richiamando spettatori da ogni dove. Questa la sua peculiarità. Cresce di momento in momento e, quando tutto è finito, un dorato silenzio torna a dominare il dolce declivio della collina.

E, così, anche Lajatico, negli anni, si è trasformato. Passeggiando per le sue strade, ci si imbatte in presenze entusiasmanti: sui muri, sui tetti, nell’alto del cielo. Opere di artisti di fama internazionale, pian piano, sono divenute familiari, e in coerenza con esse si è modellato ogni elemento di arredo e di decorazione urbana. Le idee del regista si sono tramutate in azione del politico. Fatto più unico che raro.

Percorrendo i suoi vicoli e soffermandosi di quando in quando ad ammirare le fascinose presenze che emanano dai muri, dai tetti, dai tendaggi, dalle entrate delle botteghe si ha l’impressione di trovarsi in un mondo di favole in cui ogni ansia, seppur momentaneamente, si placa, ogni contrasto sembra trovare provvisorie soluzioni. Si tocca con mano la continua ricerca della Bellezza quale via d’uscita da ogni crisi. Le donne e gli uomini accolgono ospitali, le botteghe si aprono cordiali e sorridenti, la natura si offre nella sua più genuina autenticità.

L’arte e la vita si congiungono: figure, segni, oggetti creati dalla fantasia, l’immaginazione, il pensiero, le mani di uomini avvezzi alla creatività entrano a far parte del vivere comune. Contro il grigiore dell’anonimato, i colori della speranza.

E il Teatro del Silenzio 2015 celebra con composta eleganza questi primi dieci anni della sua storia: un apparato scenico in cui domina, in riproduzione di oltre cinque metri, una delle icone più diffuse del design italiano: la poltrona Proust di Alessandro Mendini. Due eclatanti eventi spettacolari : il 2 Agosto la Turandot, con Andrea Bocelli e la direzione di Zubin Metha, il 4 il concerto per i festeggiamenti del decennale, con i più bei nomi del panorama musicale nazionale e internazionale:

Un evento il cui più profondo significato risiede nelle intensissime parole di Andrea Bocelli: "Io la vedo questa terra, la sento premere sotto i miei piedi.

E' la mia terra. E' una terra che ama il silenzio, come lo amo io.

E se rompo questo silenzio con la mia voce lo faccio per rendere omaggio a questi luoghi e alla mia gente.

La musica penetra la terra, la percorre e vola lontanissima.

E' un messaggio d'amore.

Ilario Luperini

Ilario Luperini, critico d'arte e scrittore. Vive a Pisa. Ha pubblicato i libri "La cintura di pietra. Alla scoperta delle mura medievali di PisaLa cintura di pietra. Alla scoperta delle mura medievali di Pisa" e "L' arte e la scuola che non c'è. Idee, progetti, vicende di una scuola"

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