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Dalla Toscana al Giappone, i giochi da casinò sempre protagonisti

​In Italia i giochi da casinò sono ormai molto popolari e questo lo dimostra anche il rapporto di AAMS che racconta di un settore in enorme crescita, di anno in anno. E la Toscana, ovviamente non è da meno.

TOSCANA — La Toscana si piazza, infatti, al settimo posto nella speciale classifica delle regioni per volume di gioco con una spesa pro capite di 1500 euro. Se entriamo più nello specifico a recitare un ruolo importante sono senza ombra di dubbio le macchinette da bar ma negli ultimi tempi anche i famosi casinò online si stanno guadagnando gli onori delle cronache.

Sulla falsariga di quello che sta accadendo in Italia ed in generale in tutto l’occidente, ora per la prima volta anche il Giappone si apre a questo tipo di business. Sono infatti ben tre casinò che apriranno in occasione dei Giochi Olimpici, che avranno principalmente il ruolo di attrarre i turisti. La novità è arrivata grazie a svariati progressi compiuti dal Partito Liberal Democratico e il suo partner di coalizione, il partito Komeito, i quali hanno appunto pianificato la costruzione dei tre casinò in diverse località del Paese; tra le più papabili, Osaka è sicuramente in testa, mentre subito a seguire Yokohama e Tokyo.

Per quanto riguarda l'accesso ai casinò, invece, sono state proposte una serie di limitazioni indirizzate non solo ai frequentatori dei casinò, ma anche agli stessi dipendenti. Tra queste spicca in particolare una tassazione superiore a 50 dollari per i residenti che intendono accedere ai casinò, mentre ne rimangono esenti i turisti. Per i locali, tra l'altro, da fine marzo è stato imposto un limite al numero di ingressi alle strutture, pari a 3 volte a settimana per un totale di 10 volte al mese, avvalorando il fatto che tali costruzioni siano dedicate soprattutto ai turisti in visita nel paese del Sol Levante.

In Italia, la situazione è sicuramente più rosea di quella del Giappone: questo tipo di limitazioni, infatti, non esistono e i locali (ovviamente maggiorenni) possono avere libero accesso ai casinò tutte le volte che vogliono. Grazie inoltre alla presenza di numerose piattaforme online, è possibile accedere e giocare ai propri giochi preferiti tutte le volte che si vuole, all'ora desiderata e soprattutto dove si vuole, senza doversi necessariamente recarsi in un casinò. Dopo aver legalizzato i casinò solamente nel 2016, quindi in netto ritardo rispetti a moltissimi altri Paesi del mondo, attualmente in Giappone tutti i partiti politici sembrano essere molto attenti sulla questione gioco d'azzardo, tanto che in molti suggeriscono di prendere spunto dai casinò di Singapore. La città infatti, ha vietato nei suoi primi resort nati nel 2010, l'accesso ai minori di 21 anni e l'installazione di sportelli bancari all'interno dei casinò.

La possibilità di questa apertura al mondo del gioco, aveva apportato un grande interesse a livello internazionale sia dal punto di vista degli investimenti che da quello commerciale: ecco quindi che giganti come Hard Rock, Las Vegas Sand e Caesars avevano strizzato l'occhio al Giappone, guardandolo con entusiasmo come una golosa opportunità di business. Entusiasmo che però a seguito delle nuove regolamentazioni restrittive si è ben presto affievolito e con tutta probabilità si è rivolto verso altri Paesi più propensi al mondo dei casinò.

Sicuramente le misure anti-dipendenza che sono state proposte al parlamento giapponese sono sì assai restrittive, ma anche necessarie per preservare il benessere di una popolazione che è sempre più appassionata al gioco. Nonostante questo, il fatto comunque che nel 2016 siano stati legalizzati i casinò, fa pensare che il Giappone non sia contrario al mondo del gioco e che anzi sia ben cosciente di quanto sia un settore fiorente che gestito al meglio, può apportare dei grossi benefici al Paese.

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