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I mezzi di soccorso per Touba sono in Senegal

Le due autobotti e le due ambulanze donate alla Città Santa da vigili del fuoco e Croce rossa sono quasi a destinazione, grazie al pugile Ali Ndiaye

DAKAR — "C’è un modo per essere dalla parte dei migranti e non necessariamente da quella della migrazione" aveva sottolineato giorni fa Mouhamed Ali Ndiaye, ex campione italiano dei supermedi, in partenza per il Senegal in qualità di "ambasciatore di buona volontà" per i disabili, titolo che gli è stato conferito dal suo paese dati i meriti sportivi.

L'obiettivo del viaggio, consegnare alla Città Santa di Touba quattro mezzi di soccorso dismessi dalla Croce rossa italiana e dai vigili del fuoco di Pisa, non più utilizzabili in Italia ma perfettamente funzionanti, due ambulanze e due autobotti che là potranno essere ancora di grande aiuto.

Oggi quei mezzi sono arrivati al porto di Dakar, pronti per proseguire il tragitto verso Touba. Ndiaye ha inviato alcune foto per festeggiare la tappa. 

"Il Senegal - aveva sottolineato Ndiaye ancora al momento della partenza da Pontedera, dove vive dal 2000 - ha circa 15 milioni di abitanti e poco meno della metà della popolazione (il 46,7 per cento) vive ancora sotto la soglia della povertà. Mancano assistenza e strutture idonee per i disabili. E i disabili sono spesso gli ultimi tra gli ultimi. Aiutare il Senegal in Senegal, oltre ad essere un’azione di solidarietà internazionale, vuol dire gettare le basi per una sua crescita che limiti e arresti un giorno la dolorosa migrazione, la diaspora di tanti giovani senegalesi".

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