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Discarica Grillaia, Arpat replica a Legambiente

Critiche di Legambiente all'agenzia che ha dato parere positivo sulla possibile riapertura: "Vogliamo smaltire l'amianto? Allora servono impianti"

CHIANNI — Arpat, agenzia regionale della Toscana per l'ambiente è intervenuta per dare delle precisazioni sulla situazione della discarica della Grillaia. L'agenzia ha replicato ad alcune dichiarazioni di Legambiente Valdera "piuttosto critiche in merito al parere positivo" dato sulla possibile riapertura della discarica, ferma dal 1998 (vedi articoli correlati cliccando qui o in fondo all'articolo).

"In relazione ad alcuni articoli di stampa, nei quali si riportano alcune dichiarazioni del Circolo di Legambiente della Valdera piuttosto critiche in merito al parere positivo di Arpat riguardo all’intervento relativo alla discarica di Chianni, riteniamo necessario precisare il punto di vista dell’Agenzia, considerati anche gli ottimi rapporti che Arpat ha con l’associazione ambientalista che consideriamo un nostro importante interlocutore".

"Da oltre dieci anni, periodicamente Arpat effettua controlli per verificare il corretto svolgimento delle fasi di post chiusura per la messa in sicurezza della discarica di rifiuti urbani e speciali, situata in località La Grillaia nel Comune di Chianni. I sopralluoghi hanno evidenziato in più occasioni la necessità di attivazione di misure di messa in sicurezza e sistemazione sia nell’ambito della stessa discarica sia nell’ambito dell’impianto di trattamento del percolato e del biogas. Tali accertamenti hanno anche prodotto segnalazioni di carattere amministrativo e penale alle autorità competenti".

"Appare necessario un percorso fattibile rivolto a garantire davvero la chiusura e messa in sicurezza della discarica, per evitare che continui ad essere un sito che presenta criticità ambientali. Il progetto presentato, che ne prevede la copertura con rifiuti costituiti da materiali contenenti amianto gestito adeguatamente, per evitare problemi di emissioni diffuse di fibre, ne garantisce la fattibilità economica, che – come si è visto in questi anni – costituisce un aspetto essenziale. Al contempo si rende possibile lo smaltimento di un consistente quantitativo di tale tipologia di rifiuti. Un problema che, al di là del caso specifico, è comunque indispensabile affrontare in via generale, è quello di avere a disposizione impianti per smaltire i materiali contenenti amianto, se si vuole procedere davvero – come anche Legambiente nazionale segnala da tempo – alla rimozione dei tantissimi manufatti presenti ovunque anche nella nostra Regione".

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