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Grillaia, appello a Rossi, Giani e consiglieri

Giacomo Tarrini, sindaco di Chianni dal 2014
Giacomo Tarrini, sindaco di Chianni dal 2014

Tarrini: "Vogliamo chiudere la partita, no al conferimento di 270mila m3 di rifiuti. Ai politici dico: avete l’ultima opportunità per rimediare"

CHIANNI — Il primo cittadino chiannerino, Giacomo Tarrini è tornato a parlare dell'ex discarica della Grillaia e della necessaria dismissione.

"I danni maggiori per questo sito sono ricaduti e continuano a ricadere in maniera importante sul territorio di Chianni - ha detto - Come giustamente accaduto fino a ora che c’era da discutere e lottare nei luoghi preposti, il mio ruolo è stato quello di coordinatore e continuerà ad esserlo. Da quanto apparso sui giornali proprio così non sembra e questo non è proprio corretto. Ma facciamo qualche passo indietro".

Tarrini ha avvolto il nastro: "La mente va al gennaio 2014 quando in sala giunta del comune di Chianni, i sindaci di Chianni Lajatico e Terricciola, insieme all’allora presidente della Provincia di Pisa firmavano il famoso e risolutivo protocollo d’intesa cosiddetto a “rifiuti zero”: tutti eravamo soddisfatti del risultato raggiunto (io allora ero in minoranza). Contemporaneamente, in un ufficio della provincia, il dirigente emanava una determina dirigenziale che approvava un progetto per l’apporto di 270mila m3 di rifiuti come pulper di cartiera ecc…il progetto fu impugnato dai comuni di Chianni e Lajatico fino alla sentenza del Tar dell’anno successivo che di fatto spegneva tutte le aspettative nate con il protocollo di intesa". 

"Degno di nota: il periodo Gennaio - Maggio 2014 era quello che portava alle elezioni amministrative del 2014. Il progetto non sarà mai realizzato".

"A dicembre 2019, di fronte ad una imminente conferenza dei servizi, dove si andava a valutare un progetto di messa in sicurezza che prevedeva l’apporto dei soliti 270mila m3 di materiale tra cui eternit (cemento amianto), dopo anni di assenza di dialogo più volte tentato da parte mia o quantomeno di fronte a riunioni inutili in Regione insieme ai colleghi sindaci, alla minoranza del Comune di Chianni (all’inizio della passata legislatura), veniamo convocati dal capo di Gabinetto della Presidenza per testare la possibilità di giungere ad una alternativa al progetto discusso in conferenza dei servizi. Ho sempre sostenuto che quella convocazione è arrivata almeno con due anni di ritardo poiché in questa fase, in tutta fretta, aveva poco senso. Ovviamente questo tavolo non ha prodotto soluzioni alternative e il 12 Febbraio il progetto è stato approvato".

"Il presidente Rossi mi aveva promesso di affrontare il tema già dal 2015 in occasione della sua rielezione a Presidente; in realtà non mi ha mai neanche risposto alle varie mail inviategli. Questa particolare attenzione della politica si manifesta, come già nel 2014, mentre ci stiamo avviando alle elezioni regionali di Maggio prossimo e questo ci fa riflettere e ci indigna allo stesso tempo". 

"La situazione è molto seria e grave e non permetto a nessuno di giocare sulla pelle dei nostri cittadini. A questo punto non resta che rivolgersi con un messaggio chiaro a tutti i consiglieri regionali del territorio, che fino ad oggi non sono stati granché presenti, al Presidente Rossi totalmente assente fino ad ora, all’attuale presidente del consiglio regionale nonché candidato a governatore della Toscana: avete un’ultima opportunità per rimediare, portate la voce dei territori nella Giunta Regionale che dovrà valutare la decisione presa in Conferenza dei servizi. Quella decisione non deve essere approvata e solo così darete prova di vero interesse a questo territorio".

"Dopo, come richiesto da sempre, ci sediamo tutti insieme perché solo tutti insieme si può risolvere questo dramma dei nostri territori, per trovare una soluzione percorribile, senza individualismi né tantomeno atteggiamenti da fenomeni senza una vera idea realizzabile. Noi vogliamo chiudere questa partita".

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