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Marconcini esplora Genet e il tradimento

Dario Marconcini

Al Teatro Vittoria di Cascine debutto con cinque repliche per la nuova produzione del teatro butese, testo di Luca Scarlini, per un pubblico adulto

BUTI — Nei giorni 29 e 30 novembre, e ancora l'1, 2 e 3 dicembre, alle ore 21,15 al Teatro Vittoria di Cascine di Buti, verrà messa in scena la nuova produzione di Dario Marconcini, direttore artistico del Teatro di Buti, dal titolo “Oratorio del tradimento: una messa laica per Jean Genet” testo di Luca Scarlini.

Ladro e poeta, dandy e rivoluzionario, Jean Genet è una delle figure più controverse della letteratura del XX secolo. Lui stesso ha fatto di tutto per mantenere un fitto mistero intorno alla sua vita. E' autore di innumerevoli testi teatrali.

"La parola che Genet usa di più nella sua opera è tradimento - segnala Scarlini -: delle aspettative, dei ruoli, delle nazionalità, delle appartenenze. Il grande autore de I paraventi odiava il teatro tradizionale, con il suo birignao e piagnisteo, andava al sodo, proponeva come ambientazione di ogni moderno dramma il cimitero, la cui sacralità avrebbe finalmente ritrovato il suo crisma intero. L'oratorio del tradimento è una biografia poetica di Genet, che riscontra i dati esistenziali nella scrittura di una moderna sacra rappresentazione, tra passato remoto e futuro prossimo venturo".

"Scarlini ci ha dato un testo incandescente - ha detto dell'autore il regista Marconcini -, scomodo, vero, in una forma che ci riporta a una ritualità perduta. E' in questo senso che cercheremo di restituire le diverse tappe della vita di Genet dalla sua dura iniziazione fino al suo sguardo disincantato sul mondo del Teatro . E' questo, dopo H. Muller , il secondo lavoro con i giovani attori del teatro laboratorio con l'augurio che questo ensemble possa avere più continuità e futuro".

L'aiuto regia è di Paola Marcone e Giovanna Daddi, scene e luci di Riccardo Gargiulo e Maria Cristina Fresia. Sul palco Giovanna Daddi, Paola Marcone, Gianni Buscarino, Francesca Galli, Edoardo Altamura, Silvia Frino, Viviana Marino, Gabriele Di Benedetto, Irene Falconcini, Meryem Gannam. 

Per gli argomenti trattati lo spettacolo è riservato ad un pubblico maggiorenne.

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