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Scritte antisemite, il sindaco ha sporto denuncia

Dario Carmassi, sindaco di Bientina

Dario Carmassi si appella alla legge Mancino, auspicando che siano trovati e puniti gli autori delle scritte comparse in via Caduti di Piavola

BIENTINA — "Ho sporto denuncia appellandomi a quella legge Mancino che qualcuno al governo voleva cancellare", ha detto Dario Carmassi, sindaco di Bientina, definendo "un oltraggio inaccettabile" le scritte antisemite comparse sui giochi per bambini in via Caduti di Piavola, ovvero le vittime dei uno dei più atroci eccidi compiuti dai nazisti in provincia di Pisa, sui monti di Buti.

Carmassi ha inoltra annunciato iniziative nei prossimi giorni, quale risposta democratica a "imbarbarimenti e ricadute verso gli orrori nazisti e fascisti", chiamando a raccolta la società civile e l'associazionismo locale.

Dalla parte di Carmassi anche il Partito democratico, comunale e provinciale.

"I simboli apparsi in via Caduti di Piavola sono di una gravità inqualificabile. Come circolo PD Bientina e federazione provinciale - scrivono i rispettivi responsabili, Sandro Stamerra e Massimiliano Sonetti - condanniamo in maniera categorica questo gesto che non va assolutamente derubricato a una semplice ragazzata. Questi non sono atti di vandalismo, non sono panchine divelte o danni ai beni pubblici, in questi simboli e in queste parole sono racchiusi delle idee ben precise che speravamo di esserci lasciati alle spalle. Per questo pensiamo che palliativi come le telecamere non siano d’aiuto, il problema non sono i graffiti in sé ma quello che rappresentano"

"Non possiamo accettare che simili idee mettano radici sul nostro territorio - hanno concluso - e speriamo che tutta la comunità democratica di Bientina si mostri ferma e decisa nella condanna".

Vicinanza a Carmassi anche dalla consigliera regionale Pd, Alessandra Nardini. "Massimo sostegno al Sindaco di Bientina Dario Carmassi - queste le sue parole - che, appellandosi alla Legge Mancino, ha sporto denuncia per le scritte antisemite comparse sui giochi dei bambini. I rigurgiti nazifascisti del nostro tempo non sono più sottovalutabili e dobbiamo muoverci su due binari: denunciare questi episodi che, come ha detto il Sindaco non sono 'ragazzate', ma crimini, e soprattutto rieducare su larga scala ai valori dell'antifascismo, affinché la Storia non riproponga le sue pagine più orribili. Coltivare la memoria è un dovere civile".

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