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Lupi attaccano le pecore e si avvicinano alle case

Le pecore uccise dai lupi in un allevamento di Lajatico

Forte preoccupazione da parte degli allevatori. Coldiretti Pisa ha incontrato il sindaco Alessio Barbafieri per capire come risolvere il problema

LAJATICO — I lupi continuano a mettere a serio rischio gli allevamenti di pecore in Alta Val di Cecina. Nella giornata di giovedì 27 il presidente di Coldiretti Pisa Fabrizio Filippi ha prima incontrato Sergio Nencioni, allevatore di pecore massesi del Podere San Ascanio a San Giovanni a Lajatico, che da mesi sta subendo continue aggressioni. Poi ha avuto un colloquio con il Sindaco di Lajatico Alessio Barbafieri, con cui ha condiviso la preoccupazione per il territorio.

"Due settimane fa quello che è sembrato un lupo si è avvicinato fino a 10 metri dall'abitazione dell'allevatore, e lì ha colpito - hanno fatto sapere dal Coldiretti -. Tre pecore sono rimaste uccise sull'aia, due sono disperse. Nencioni ha circa 200 pecore di razza massese, una razza protetta simbolo della biodiversità toscana. Quelle rimaste sono terrorizzate; dopo l’aggressione molte di loro hanno partorito un po' prima del tempo e tutte mostrano segni di stress. Il manto, il morso, il tipo di attacco fanno pensare a lupi e non ibridi" 

"Li ho anche avvistati con il binocolo - ha racconta Nencioni - ho visto una mamma con tre cuccioli. Mi sembra evidente che siamo di fronte a un branco".

È la seconda volta quest'anno che le sue pecore vengono minacciate. La prima volta è successo a metà giugno e negli scorsi mesi ci sono stati anche a attacchi a Pomarance - presso l'allevamento dei fratelli Monni, che hanno perso 4 pecore - e a Volterra.

"Io ho le recinzioni ma a giugno il gregge è stato attaccato al pascolo, mentre ero lì presente. Potrebbe succedere di nuovo e io potrei trovarmi solo con le pecore e un branco di lupi. Cosa mi potrebbe succedere?" si domanda l'allevatore, che non chiede indennizzi o risarcimenti: "Non ne ho mai ricevuti e non confido molto nel futuro. Però esigo soluzioni".

"Qualche equilibrio è saltato - dice il presidente di Coldiretti Pisa Fabrizio Filippi - e da più parti si domandano piani di contenimento e controllo. Siamo ancora in attesa del via libera del Piano di conservazione e gestione del lupo, che dovrebbe preservare la specie evitando conflitti con attività di allevamento. Attendiamo anche le risposte di Asl e Arpat, per capire meglio se siamo davvero di fronte a un branco o a ibridi cane-lupo. Intanto però le pecore continuano ad essere aggredite. Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: se la protezione del lupo è d’interesse collettivo, è necessario che l’intera collettività, e non solo il mondo agricolo, se ne faccia carico".

"Ieri abbiamo incontrato anche il sindaco di Lajatico Alessio Barbafieri - ha concluso Filippi - che si è detto pronto a attivarsi, anche con gli altri Sindaci della zona, per sollecitare gli enti preposti a compiere azioni di dissuasione nei confronti di questi animali, con l’obbiettivo di allontanarli dai pascoli. Raccogliamo con piacere questa disponibilità e la chiediamo anche a chi si candida per il prossimo governo della Regione, perché servono soluzioni durature."

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