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Macelloni replica a Galardi sui conti della Belvedere

L'azienda dei rifiuti non peserà sulle casse dei Comuni neppure dopo la fine della sua attività Alta Valdera - Dopo gli attacchi dell'ex capogruppo di maggioranza di Palaia, Fabio Galardi, dimessosi da questa carica perché contrario alla fusione dei Comuni dell'Alta Valdera, che sta facendo propaganda per il partito del no alla fusione e attaccando anche i conti della Belvedere, subito arriva la replica di Renzo Macelloni, il presidente dell'azienda di Legoli, che gestisce l'impianto di stoccaggio dei rifiuti. Macelloni infatti sfida Galardi a documentare dettagliatamente le accuse che muove alla Belvedere per contrastare il progetto di fusione, mentre la Regione Toscana conferma l’impianto di Peccioli nel piano regionale. “Anche nella discussione sul progetto di fusione – dice Macelloni - certamente tutte le idee vanno rispettate e su questo punto sono sicuramente d'accordo con Galardi, a condizione che le informazioni riportate siano corrette. Quello che attualmente leggiamo, in particolare su Facebook non risponde a questo criterio e in modo particolare, questo, va addebitato ai sostenitori del no alle fusioni, Galardi compreso. Infatti nel suo attacco Galardi dice – spiega Macelloni – che il Comune dovrà sopportare costi a discarica esaurita, post mortem, perché essi risultano dal progetto definitivo per l'ampliamento della discarica presentato dalla stessa Belvedere. Ebbene, a seguito di questa sua pubblica dichiarazione sfido Galardi a trovare, all'interno del progetto di ampliamento, una citazione dove si sostiene questo. All'interno del progetto di ampliamento è certamente affrontato anche il tema del post mortem, cioè di cosa succederà dopo che la discarica sarà definitivamente chiusa, cosa peraltro che avverrà tra 25 o 30 anni”.“C'è qualcuno dotato di buon senso per sostenere che la Belvedere, con la gestione dell'impianto, non generi risorse tali da supportare agevolmente e senza nessun problema anche il post mortem? - Si chiede Macelloni -. Chi sarà e come, ad amministrare queste risorse è altra questione: attraverso una fideiussione? la Belvedere in prima persona o il Comune a certe condizioni? Un dato è certo, la Belvedere comunque sia è una risorsa totalmente autosufficiente e in grado di apportare risorse al territorio che non è nel modo più assoluto un peso per la fusione tanto che gettarla in pasto ai social network o nelle assemblee pro no in questo modo è scorretto e come dicevo prima anche falso”.“Qualche dato per chiarezza – spiega il presidente dell'azienda dei rifiuti - negli ultimi dieci anni dall’attività della Belvedere sono arrivati all’Ato e alla Provincia di Pisa circa 19 milioni di euro e al Comune di Peccioli circa 60 milioni di euro. Altra questione portata alla luce e tanto più in modo improprio è quella secono la quale sulla discarica ci sono sensibilità diverse e questo tema nel progetto di fusione non è stato sufficientemente affrontato. Faccio presente che le problematiche relative all'ampliamento dell'impianto sono chiuse. A riprova di questo c'è anche la proposta di Piano Regionale dei rifiuti, approvato di recente dalla giunta regionale appunto che prevede, come da me sempre sostenuto, anche la discarica di Peccioli. Non si può pensare che in nome della democrazia – conclude Macelloni - si possa sempre ridiscutere tutto anche sui progetti in corso, questo è un male tutto italiano che ci rende poco credibili e spesso provoca perdite di tempo inutili ed economiche che paghiamo tutti”.
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