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"Spray alle donne a Cascina? Non ci convince"

Maddalena Cremonini e Marianna Abbondanza dell'associazione Eunice

La presidente di Eunice, Abbondanza: "Da un'istituzione ci aspettiamo un approccio diverso. Le violenze sulle donne sono un fenomeno complesso"

PONTEDERA — La presidente dell'associazione Eunice, Marianna Abbondanza ha commentato la decisione del Comune di Cascina di consegnare alle donne spray al peperoncino per difendersi da eventuali aggressioni.

La decisione dell'amministrazione della sindaca Susanna Ceccardi ha lasciato perplessa Abbondanza: "Siamo sempre attenti quando le istituzioni intervengono su queste cose - ha esordito - la prima cosa che mi viene in mente è una considerazione di carattere generale: un'istituzione che fa un corso di autodifesa o da lo spray al peperoncino demanda al privato un fenomeno che dovrebbe essere gestito dallo stato".

A proposito della violenza sulle donne: "Ci è voluto tanto tempo per far capire e far passare il messaggio che questo della violenza sulle donne fosse un fenomeno e non si trattasse di casi isolati. Ci sono degli stereotipi da scardinare. Anche per questo da un'istituzione ci saremmo aspettati un approccio diverso".

Le critiche alla scelta del Comune di Cascina sono anche altre: "Hanno criticato anche i simboli come le scarpe rosse che sono rosse perché rappresentano il sangue versato dalle donne. Oppure hanno abolito (a gennaio 2017, ndr) la commissione pari opportunità".

Secondo la presidente di Eunice il modo giusto di intervenire deve seguire una regola precisa: "Bisogna lavorare considerando la violenza come un fenomeno complesso - ha ripreso Abbondanza - seguendo la regola delle tre P: prevenzione (lavorando nelle scuole, ottenendo finanziamenti, cercando di sradicare gli stereotipi), protezione (non con lo spray ma con le forze dell'ordine) e punizione (in caso di reati)".

Altro elemento di critica dell'iniziativa dello spray al peperoncino è la traduzione del testo in cui il Comune di Cascina afferma di ripudiare la violenza sulle donne: "Perché la traduzione è stata fatta solo in arabo, perché non hanno usato anche le altre lingue veicolari (francese e inglese)? - si è chiesta Abbondanza - E' una strumentalizzazione".

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