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Sciopero alla Piaggio contro il blocco delle ferie

Braccia incrociate per un'ora e mezza all'interno dello stabilimento delle due ruote. Gli operai chiedono ferie, permessi e rotazioni

PONTEDERA — "L'azienda - si legge nel comunicato diramato dalla Fiom-Cgil -, con un atto di forza, lo scorso dicembre, ha sottratto a tutti i lavoratori, praticamente tutte le ferie e i Permessi annui retribuiti (Par) disponibili (anche 10 giorni). L'interesse della Piaggio a disporre di questi giorni è tale da spingerla a un'azione arbitraria e illegittima".

"In questo modo - hanno spiegato i rappresentanti sindacali Fiom - la Piaggio può aggirare il vincolo posto dalla legge rispetto ad una fermata massima in contratto di solidarietà nel mese del 60 per cento massimo, e lasciare così a casa per un intero mese i lavoratori, inoltre, fatto non secondario, utilizzando le nostre ferie come fosse cassa integrazione nel periodo improduttivo, toglie ai lavoratori la possibilità di utilizzare ferie e Par nei periodi di alta produzione, quando ha bisogno della presenza di tutti gli operai, anche in conseguenza delle uscite in mobilità. Come si capisce meglio ora, si sta parlando di almeno 5 giornate a testa, cioè di 10mila giornate lavorative. Inoltre, con le ferie azzerate, come si garantiranno le tre settimane in agosto? Con la cassa integrazione come l'anno scorso?".

Dai firmatari del documento, i rappresentanti Fiom Cappellini, Guezze, Tecce, Bellagamba, Malventi, Giuntoli e Di Sacco, non manca una stoccata nei confronti delle Rsu: "L'azienda può fare forzature come questa e ignorare i nostri diritti contrattuali - hanno scritto - solo perché non sta incontrando nessuna resistenza sindacale, e anzi conta su Rsu che si adoperano per far digerire ai lavoratori ogni sopruso".

Da qui lo sciopero di oggi per un'ora e mezza e, riuniti in assemblea, i lavoratori hanno votato all’unanimità una mozione nella quale si definisce "inaccettabile" la forzatura dell'aziende che ha "arbitrariamente sottratto ai lavoratori ferie e permessi", così come "il mancato pagamento della festività soppressa del 4 novembre, ai lavoratori messi in solidarietà all'inizio di novembre" e "il mancato rispetto della rotazione dei lavoratori, in solidarietà come in Cig".

L'assemblea ha infine deciso di avviare una mobilitazione permanente, chiedendo il rispetto del contratto nazionale e che ferie e permessi relativi a dicembre e gennaio siano recuperati almento per il 50 per cento.


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