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Jan Fabre in data unica al Teatro Era

Foto di: ufficio stampa Teatro Era

L'apprezzatissimo maestro fiammingo presenta 'Drugs Kept Me Alive' con Antony Rizzi. Un monologo che esplora le vie di fuga dalla sofferenza

PONTEDERA — Sabato 14 aprile alle 21 al Teatro Era è la volta di un appuntamento internazionale con Drugs Kept Me Alive di Jan Fabre, grande e poliedrico maestro fiammingo che ha presentato molti suoi lavori a Pontedera.

Il monologo è stato scritto per Antony Rizzi, un performer nato, poliedrico danzatore e visual artist italo-americano collaboratore di lunga data di William Forsythe e dello stesso Fabre (The Sound of one hand clapping, Glowing icons, Da un’altra faccia del tempo, Histoire des larmes, Orgy of tolerance).

Il CSRT della Fondazione Teatro della Toscana prosegue la collaborazione con Troubelyn/Jan Fabre. Non potendo ospitare lo spettacolo Belgium Rules/Belgium Rulesdi Jan Fabre per problematiche tecniche legate all’allestimento andrà in scena Drugs Kept me alive, con il testo, la regia, la coreografia di Jan Fabre e con l’interpretazione del performer Antony Rizzi, poliedrico danzatore, visual artist italo-americano e collaboratore di lunga data di William Forsythe e dello stesso Fabre.

Nel monologo il protagonista vive a stretto contatto con la morte a causa di una malattia: più la morte si avvicina, più le pillole, le bustine e le miscele gli appaiono necessarie a giocare d’azzardo per trasportarlo in miraggi che gli provocano un'immensa felicità e un forsennato desiderio di intossicarsi. Ma c'è anche un’altra potente droga a tenerlo in vita: il suo sense of humour

Drugs kept me alive è un monologo su un sopravvissuto — un uomo, che esplora tutte le vie di fuga. L’ago della sua bussola lo porta verso tutte le scorciatoie tra paradiso ed inferno così che il protagonista resti sempre un passo avanti alla minaccia della falce della morte. La sua velocità è la sua arma segreta, il suo senso dell’umorismo è una potente droga ed i suoi complici hanno assunto i propri gloriosi nomi dal mondo superiore: loro sono ecstasy, ketamina, GHB, Popper, Speed, Cocaina, 2C-B, 2C-1, 2C-7, …

Con questi cristalli inalabili, succhia sangue e appanna cervello, balza giù all’interno del magma di ciò che lo mantiene vivo: quel vorticoso desiderio di intossicazione costante. Viaggia su una gigantesca barca volante, ben sopra le nuvole, ormeggiando nei castelli di nuvola, che sembrano in continuo mutamento. Crea fate Morgana che sembrano avvilupparlo amorevolmente e che ispirano una felicità intensa. Eppure è proprio questa eterea intensità che alimenta il suo desiderio smanioso. Un’intensità che è colma di una certa purezza: è pura estasi. Che strana sensazione che qualcosa possa essere così vago e allo stesso tempo così chiaro. Come una bolla di sapone, che puoi lentamente avvolgere intorno alla tua pelle, così che tu sia gradualmente sommerso concedendoti di sparire. Questa bolla è la sua seconda natura, una capsula dove il silenzio è assordante e dove la morte non può toccarlo.

Ma il piacere estremo, uno stato che è oltre l’estasi è all’improvviso a portata di mano quando le droghe del mondo superiore si mescolano a quelle del mondo inferiore.

In Drugs kept me alive Jan Fabre descrive un mortale, una vita che sta tentennando sul margine della morte. Più vicini alla morte, più pillole, bustine e bevute sono necessarie per sostenere questa vita. Questa è la condizione del protagonista in questo monologo: ha guardato la morte in faccia e ha deciso che è pronto per una partita a poker con la malattia nel suo corpo: le droghe mi hanno mantenuto vivo.

ANTONY RIZZI

Originario di Dedham in Massachusettes (USA), Antony Rizzi si è formato alla Boston Ballet School prima di diventare membro del Ballett Frankfurt nel 1985. Da allora ha vissuto a Francoforte, dove è stato un assistente di William Forsythe e uno dei ballerini principali per 19 anni, contribuendo alla ridefinizione del balletto contemporaneo. Ha messo in scena per la maggior parte come interprete principale nel repertorio di Forshyre, da ricordare Self Meant to Govern, Second Detail, Enemy in th Figure, e come attore in Kammer/Kammer.

Ha ricevuto la nomination come Miglior Ballerino in Germania per due anni consecutivi nel Ballet Internationals annual. Ha inoltre preso parte/collaborato intermittentemente per venti anni alle creazioni del coreografo belga Jan Fabre.

In particolare come Mae West in Glowing Icons, il diavolo in Da un alta faccio del tempo e diversi ruoli in The Orgy of Tollerance.

All’età di 23 anni ha iniziato a creare coreografie con Cockroach Nightmare, eletto uno dei migliori dieci eventi di dance di Boston di quell’anno. Nel 1990 ha vinto il terzo premio al Boston Ballet International Choreographers Competition con Planned Fun. Da allora è stato invitato a creare con molte compagnie. Bayerishce Staatsballet, Munich Dance Theater, Pennsylvania Ballet, Scapino Ballet and the Royal Ballet of London, per citarne alcuni. Per la propria compagnia, Tony Rizzi e i Bad Habits, ha creato molti lavori che hanno avuto tour internazionali, grande approvazione da parte sia della critica sia del pubblico, incluso Snowman Sinking, una performance creata con sua madre.

Judy was Angry con Els Deceukelier è stata nominata da Eva Elizabeth Fischer del Sud Deutsche Zeitung come la produzione più innovativa dell’anno e Rizzi come il migliore giovane coreografo. Il suo lavoro con un forte legame con il commento sociale combina l’uso del testo, del film e della fotografia con la danza.

Oltre alle performance Rizzi è un visual artist e i suoi cortometraggi e collage di polaroid sono stati esposti a Montreal, Griefswald, Francoforte e Berlin.

Rizzi è infine un ballerino freelance e un insegnante di improvvisazione, è stato ospitato da compagnie come la Pina Bausch Company, la Impulstanz Festival, la Staatsballett Munich e la Boston Ballet.

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