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A proposito dell'incidente in Val di Cava

Una nostra lettrice si è ritrovata nell'ingorgo causato dall'incidente di due sere fa e ha segnalato un episodio legato al fatto

PONSACCO — "Ieri sera, in località Val di Cava, alle 20,15, mi trovavo con mio marito in fila da più di un'ora in compagnia di un centinaio e più di automobilisti provenienti da Pontedera, tutti molto calmi e ordinati dopo aver visto passare tre autoambulanze.

Avevamo capito che si trattava di un incidente piuttosto grave, ma nessuno di noi sapeva dove fosse avvenuto. Fortunatamente abbiamo visto arrivare l'auto della polizia municipale: due vigili, un uomo e una donna, domandavano le nostre destinazioni. -Palaia- é stata la nostra risposta.-Dovete passare da Ponsacco- Sappiamo che a un chilometro o poco più c'è una deviazione per Ponsacco per cui abbiamo chiesto se fosse quella l'indicazione. Con nostro grande sbigottimento i due vigili sono scoppiati a ridere in modo molto scomposto e rumoroso e alla fine della loro esternazione ci hanno comunicato in modo sgarbato che la strada era chiusa prima della deviazione per Ponsacco. 

Ci siamo mantenuti impassibili, abbiamo svoltato e ci siamo diretti a La Rotta, San Gervasio, Palaia, cioè dalla parte opposta al loro suggerimento.Nulla di grave un'indicazione sbagliata, ma inaccettabile la mancanza di un minimo di alfabetizzazione comunicativa. 

Utilizzare personale che non comunica dove è avvenuto un incidente a persone che si trovano costrette in una fila immobile, riderti in faccia perché chiedi chiarimenti di fronte a un messaggio oscuro e ambiguo, non possedere un minimo di capacità logico-spaziale, é veramente pericoloso e declassante per il Corpo stesso di appartenenza. 

Alla fine io non conosco quelle persone, ma indossano una divisa e dovrebbero rappresentare la nostra sicurezza e in momenti critici darci un minimo di supporto rispettando le più elementari norme di educazione".

Lettera firmata


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