Indietro

"La richiesta di referendum è una grande bufala"

L'amministrazione comunale fa chiarezza sull'iter della consultazione abrogativa sulle opere pubbliche: "Non ha possibilità di essere effettuato"

PECCIOLI — "E' il momento di chiamare le cose per quello che sono: la richiesta di referendum abrogativo è una grande bufala! Non ha nessuna possibilità di essere effettuato". Decise e chiare le parole dell'amministrazione comunale che con una nota stampa punta a fare chiarezza sulla vicenda dell'iter referendario abrogativo di cui da oltre due mesi si parla per fermare due opere pubbliche, la passerella sopraelevata a Peccioli e la copertura della piazza a Fabbrica.

"Per bloccare queste opere è nato un comitato POP di partecipazione opere pubbliche - ricordano dal municipio - che si è fatto promotore della richiesta di tale referendum abrogativo. L’amministrazione comunale, pur avendo dubbi sulla richiesta che appariva una attività contraria allo statuto e che quindi poteva essere da subito dichiarata nulla, ha preferito portare la questione in consiglio comunale e procedere, per serietà, ad approfondimenti per verificarne ulteriormente la legittimità".

E precisano: "Partiamo da una considerazione di fondo: una simile richiesta può procedere solo se ha fondamenti giuridici ineccepibili e non è soggetta al gradimento né del sindaco, né del consiglio comunale; il nostro compito è appunto quello di verificarne la legittimità con gli strumenti regolamentari del Comune".

E ancora: "Nella seduta dell’ultimo consiglio comunale abbiamo preso atto che il referendum non può essere ammesso in quanto questa attività non è prevista nello statuto del Comune, infatti l’articolo 7 del testo unico degli enti locali rimanda la possibilità di poter procedere in questa direzione solo se è previsto espressamente nello statuto comunale; come ormai è noto lo statuto del Comune di Peccioli prevede solamente il referendum consultivo".

Dal municipio concludono: "L’insistenza del comitato POP nel sostenere la richiesta di referendum ormai sta diventando stucchevole e ingannevole ed è portata avanti da persone completamente sprovvedute. Non si possono fare gli apprendisti stregoni su materie così complesse, oppure, peggio ancora, in malafede".


Richiedi sito desktop

Editore Toscana Media Channel srl - Via Masaccio, 161 - 50132 FIRENZE - tel 055.285829 - info@toscanamediachannel.it. QUI quotidiano on line registrato presso il Tribunale di Firenze al n. 5935 del 27.09.2013. Direttore responsabile Marco Migli. Vicedirettore Elisabetta Matini. Iscrizione ROC 22105 - C.F. e P.Iva 06207870483

Powered by Aperion.it