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"Fondi rustici? Vicenda gestita male"

La lista Cambiare in Comune: "Nostre perplessità espresse più volte in consiglio comunale e sulla stampa. Valore immobiliare calato del 40 per cento"

PALAIA — La lista di opposizione Cambiare in Comune è intervenuta con una nota per parlare dell'epilogo della vicenda dei fondi rustici.

"Il Consiglio Comunale di Palaia, facendo seguito alla delibera della Provincia di Pisa - hanno ricordato dall'opposizione - ha approvato gli indirizzi per la messa in liquidazione volontaria della Società Agricola Fondi Rustici di Montefoscoli. La vicenda, tesa a salvare la società pubblica, arriva così al suo triste epilogo".

La presa di posizione del gruppo di minoranza Cambiare in Comune "è stata netta e con precisione ha ripercorso l’intera storia che, iniziata nel lontano giugno 2007 con la presentazione del primo bando pubblico a Milano, ha condotto al risultato odierno, passando per altri quattro bandi pubblici più tutta una sequela di trattative private, di cui l’ultima conclusasi, come sempre negativamente, poche settimane fa".

"Siamo giunti a tale esito - hanno sottolineato - non senza passare però, dal 2014 ad oggi, da ripetute e motivate manifestazioni di perplessità più volte palesate dal gruppo di minoranza, sia nei consigli comunali che a mezzo stampa, circa le procedure e le modalità operative messe in atto dalla Provincia di Pisa, affiancata dal Comune di Palaia, nei vari bandi di gara effettuati, sia di vendita parziale che integrale, e al tempo stesso circa le anomalie negli esiti delle stesse trattative".

Per Cambiare in Comune ci sono altri aspetti da rimarcare: "Una vicenda gestita e portata avanti nel modo sbagliato, che noi non abbiamo mai condiviso. Oltre a tutto ciò non ci dimentichiamo anche di un altro aspetto importante: il valore del patrimonio immobiliare ed agricolo della Safr di Montefoscoli ogni anno finiva nelle partite positive di bilancio della Provincia di Pisa garantendone così gli equilibri, altrimenti a rischio di pareggio".

Per questo: "alla luce di tutto quello che negli anni si è verificato nei vari tentativi di vendita delle quote della società resta difficile non vederci dietro una “regia politica” tesa a pilotare la macchina di questa delicata operazione. I 5 bandi intrapresi, i primi ricolmi di richieste inaccettabili, privi di garanzie preliminari, con scarse verifiche preventive, hanno sortito l’effetto di lunghe attese e di una perdita del valore immobiliare iniziale dell’intero patrimonio di oltre il 40 per cento".

Per la lista d'opposizione questa conclusione mette la parola fine a tre secoli di storia: "Di fatto con la messa in liquidazione volontaria della Safr siamo stati chiamati a cancellare di fatto l’identità di un bene che ha fatto la ricchezza e il vanto del nostro territorio ed in particolare di Montefoscoli, a cui deve la formazione della comunità stessa. Trecento anni di lavoro, di investimenti consistenti che hanno determinato un assetto fondiario importante che era doveroso preservare assieme ad uno dei complessi agricoli più rilevanti della Valdera. Nessuno poteva ipotizzare un epilogo così negativo quando da quel lontano 2004, anno di acquisto, ben altre erano le prospettive per questo territorio". 

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